« 2007-10 | Homepage | 2007-12 »

30/11/2007

Bandalargando...

La tentazione è forte data la ripetitività quotidiana dell'azione.Ogni giorno la connessione in rete è simile ad un rito per me,come per tanti altri,per cui il ripetersi del gesto apre quotidianamente la ferita "banda laaaarga".
Sul punto,ahimoi, siamo in buona compagnia in Italia,come già evidenziato in qualche post fà.
Non è un mistero che gran parte del territorio italiano si trova ancora escluso dai collegamenti Broadband e milioni di persone non possono usufruire dell'ADSL. Un caso di digital divide che con il passare degli anni diventa sempre più grave. Il Web si basa sempre di più sulla condivisione di contenuti e sulle trasmissioni in streaming, senza una connessione Web abbastanza veloce non è praticamente possibile fruire di determinati servizi, si rimane letteralmente tagliati fuori.
"Repubblica", dal gennaio 2006, da voce ai "digitalmente diversi" di tutta Italia in un forum appositamente dedicato; sono ormai passati due anni e ancora vengono pubblicati interventi di cittadini esclusi dalla Broadband a causa di ritardi e scelte strategiche del gestore nazionale della Rete.
Se volete condividere questo "tarlo" eccovi il link

40000a9b9be7492bb636447fa5fd975b.gif

02:15 Scritto in DINTORNI | Link permanente | Commenti (0) | Manda

25/11/2007

Provincia Ag parte civile contro cosa nostra

La Provincia di Agrigento si costituira' parte civile nel processo contro gli imputati di mafia arrestati nel corso dell'operazione Domino 2. Ventotto imputati, undici dei quali hano chiesto al gip del Tribunale di Palermo di essere giudicati con il rito abbreviato, tra cui i pentiti Maurizio e Beniamino Di Gati, Ignazio Gagliardo e Luigi Putrone.
L'udienza preliminare si concludera' presumibilmente il 3 dicembre.
Tutti sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa e omicidio.
"Si tratta di un provvedimento doveroso - ha precisato il presidente Fontana - non solo per la precisa posizione di quest'Amministrazione nei confronti dei terribili delitti che hanno insanguinato il nostro territorio, ma per il gravissimo danno di immagine che questi eventi hanno causato alla provincia di Agrigento e ai suoi cittadini. Il risarcimento che otterremo sara' il simbolo di una svolta, un ulteriore tassello a quel progressivo isolamento della criminalita' da parte di cittadini, imprenditori e istituzioni". "La mafia - conclude Fontana - e' un ostacolo, ed e' giunto il momento di presentare il conto ai criminali che hanno infangato la nostra terra e frenato il suo sviluppo". La notizia,in altri contesti, non sarebbe tale ma quì lo è.
I segnali di cambiamento continuano ad intravvedersi nello scenario rassegnato dell'agrigentino dopo la netta presa di posizione degli Industriali di Agrigento.
Ci fà sperare e ci rallegra questa notizia per il suo alto valor simbolico e,al contempo, ci fornisce l'occasione per ricordare che il Presidente Fontana è oriundo della Fulgentissima.

17:35 Scritto in DINTORNI | Link permanente | Commenti (3) | Manda

24/11/2007

Banda larga comunale a 1.000 euro

e0d27189dd805ac771e5e4250586028a.jpg Non ne abbiamo riparlato di recente perchè dal tam tam locale avevamo appreso che i lavori erano in avanzata fase,anzi quasi finiti,per cui ci sembrava fuori luogo insistere su un tema che,lungi dall'essere elitario o di mero svago, si riflette -oserei dire- sullo "habeas corpus" culturale del residente.
Ad oggi, nulla lascia presagire la partenza del servizio in questione che, da oltre un anno, viene dato per imminente.
Torniamo,quindi,sull'argomento con civica rabbia che non tollera discriminazioni.
La connessione veloce alla rete -inutile sottolinearlo- rappresenta uno strumento di crescita e di superamento dell'isolamento generale in cui ormai è scivolata Naro. Molti,vivendoci dentro, forse non colgono i segnali e soprattutto gli effetti dell'atarassia collettiva e del progressivo isolamento in cui sprofonda progressivamente la cittadina.
Mi si atteggia spontaneo il "ghigno" nel vedere il martellante spot tv in cui Tim sbandiera "alice a 7 Mb" e mi aumenta il bruciore di stomaco nel pensare ai miei 56 Kb nominali di narese.
Ancora una volta discriminati,umiliati.
Taluno dice che quello dell'adsl è un falso problema..."basta che c'è la salute...."; un altro dice che è un problema di "ricchi"; un altro ancòra insiste nel dire che ci sono problemi ancor piu' gravi da risolvere.
Ebbene penso che la "banda larga" faccia da "tappeto" a qualsivoglia altro problema locale, anche piu' importante.
La conoscenza è una necessità prioritaria rispetto a tante altre esigenze; rappresenta una "novità" che anche i piu' retrogradi ed antichi potenti, in ogni latitudine, conoscono benissimo tanto da arrivare,in certi Stati, a vietare internet.
"Non c'è il ritorno economico a breve termine per l'adsl nei piccoli comuni" si è detto in altri post, anche di questo blog,ed è vero; ma pare che -anche in questi casi- la soluzione tecnica ci sia.
"Report", la nota trasmissione della rai, si è occupata del problema di recente. Gli esiti? Giudicate voi.

(tratto da ReportRait)
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Oggi non avere l’accesso veloce ad Internet è come non avere il telefono. L’unione Europea ritiene di fondamentale importanza l’accesso generalizzato alla banda larga per la crescita delle imprese e lo sviluppo dei servizi pubblici di un paese. Noi sappiamo che non tutte le città, non tutti i quartieri delle città, riescono ad avere il collegamento, figuriamoci nelle campagne. Secondo la Telecom non è conveniente. E allora chi ci dovrebbe pensare? Una bella iniziativa pubblica arriva dalle Marche e ce la racconta Luca Chianca.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Ad oggi il 10% della popolazione italiana, in particolare quella che vive nei piccoli comuni è esclusa dalla possibilità di avere l’adsl.

CRISTOFORO MORANDINI - RESPONSABILE BANDALARGA - BETWEEN
Le aree a bassa densità abitativa di fatto non garantiscono un ritorno degli investimenti su un periodo sufficiente breve, dove per periodo sufficiente breve intendo 3-5 anni. E quindi in queste zone gli operatori delle telecomunicazioni, ma sono operatori privati ad oggi, non sono interessati necessariamente a realizzare questi investimenti.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Qualcuno interessato invece lo abbiamo trovato sulle colline della provincia di Ancona. Per i tanti piccoli comuni sparsi qua e là, l’adsl era un sogno.

GIUSEPPE CORINALDESI – ASS. LAVORI PUBBLICI SANTA MARIA NUOVA
Lo abbiamo richiesto mi sembra 3 o 4 anni fa, se non sbaglio anche qualche anno in più, ma Telecom ha sempre fatto orecchie da mercante.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Alla fine però c’è sempre qualcuno che ci sente bene e che è riuscito a portare la banda larga fin qua.

STEFANO RICCI – DIRETTORE SIC1
Qui siamo a 6 km di distanza dal punto in cui prendiamo il segnale e lo riceviamo con la griglia che sta qui sulla destra. A questo punto abbiamo fatto un circuito tale che con i pannelli a sinistra, che vediamo qua, tutta la zona che sta qui per un raggio di 6 Km è completamente coperta.

GIUSEPPE CORINALDESI – ASS. LAVORI PUBBLICI SANTA MARIA NUOVA
Questa è la mia casa, io vedo la torre comunale in quella direzione. Per cui le tre antenne...

LUCA CHIANCA
Da dove arriva il segnale praticamente no?

GIUSEPPE CORINALDESI – ASS. LAVORI PUBBLICI SANTA MARIA NUOVA
Si, il segnale arriva dalla torre comunale in alto. Faccio amministrazione di server. Fino a quando non ho avuto questa connessione io non potevo andare amministrazione remota di server da casa perché? Perché mi costava più la salsa che l’arrosto.

STEFANO MENGARELLI – UTENTE SIC1
Inizialmente c’è stato qualche problemino, nel senso che il servizio era un po’ discontinuo, però devo dire che poi si è risolto tutto e adesso il servizio è superiore diciamo a quanto promesso a livello contrattuale.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
La banda larga è arrivata 1 anno fa con il servizio wireless della Sic1, una società a completa partecipazione pubblica. Quel trasmettitore lancia il segnale verso le abitazioni degli utenti, perché il sistema wireless funziona così: si prende la connessione da una zona coperta e si trasmette attraverso piccole antenne radio verso le zone che non hanno la rete. Ogni paese raggiunto dal segnale lo utilizza e lo rilancia a quello successivo formando una dorsale.

STEFANO RICCI – DIRETTORE SIC1
Questa è una dorsale che praticamente inizia a Chiaravalle, poi prosegue per il comune vicino sulle 2 antenne a Monte San Vito, poi Morro D’Alba, Belvedere, Vaccarile, Ostra Vetere e Castelleone di Suasa che è l’ultimo comune ai confini tra l’altro con il pesarese.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
L'installazione delle antenne è semplice e molto spesso, come sull’ultimo comune della dorsale, a 40 km da Chiaravalle, si utilizzano i campanili per ricevere e trasmettere il segnale.

LUCA CHIANCA
Quello che cos’è?

LUCA CASADIO – RESP. TECNICO SIC1
Quello è l’apparato che è predisposto per trasmettere su Fratte Rosa che è proprio dritta lì davanti. Spariamo per 90 gradi il settore da questo lato qua e un altro 90 gradi il settore che abbraccia tutta questa parte qua.

LUCA CHIANCA
Lei lo conosce Internet?

SIGNORE
Io non lo conosco.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Qui siamo al Cassero, frazione di Camerata Picena di appena 300 abitanti e tutti potenzialmente coperti dal servizio. E questo è il comune di Ostra Vetere.

MASSIMO BELLO - SINDACO DI OSTRA VETERE
Ostra Vetere è quella cittadina dov’è nato l’inventore della prima centralina automatica telefonica, l’ingegner Fornaroli.

LUCA CHIANCA
Quali sono stati i costi per il comune per attivare il servizio?

MASSIMO BELLO - SINDACO DI OSTRA VETERE
I costi sono stati, devo dire, pochi. Perché il primo costo è stata l’adesione del comune di Ostra Vetere alla società Sic1. Quindi un’adesione come tutti gli altri comuni è stata fatta grazie ad una delibera del Consiglio comunale. L’adesione c’è costata 1000 euro.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Il comune spende 1000 euro per entrare nel business, i costi di istallazione sono tutti a carico dell’azienda e l’allaccio è gratuito per gli utenti che hanno un contratto di almeno 3 anni.

STEFANO RICCI – DIRETTORE SIC1
Supponiamo, se io devo fare un sistema di progetto per Chiaravalle, non posso chiedere a Chiaravalle 10.000 euro, 20.000 euro di bonus diciamo per realizzare questo progetto. Me lo devo costruire da solo, devo essere in grado di portarlo avanti per farlo rendere e di recuperare i soldi per restituirli alla banca stessa.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Senza utilizzare soldi pubblici a fondo perduto, questa società in poco più di 2 anni è arrivata ad avere circa 80 comuni come soci occupando un mercato che prima non esisteva, riuscendo a soddisfare tutti o quasi.

LIVIO SBAFFI – UTENTE SIC1
Sono 15 giorni che non va.

STEFANO RICCI – DIRETTORE SIC1
Metteremo delle persone a lavoraci così vedremo se a fine giornata questo problema è stato risolto o meno.

SANDRO ESPOSITO – RESP. AREA COMMERCIALE SIC1
Come puoi vedere Livio Sbaffi attualmente utilizza mezzo mega di banda circa. Ok?

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Il problema a distanza di un giorno è stato risolto, spostando l’antenna di ricezione verso un altro trasmettitore. Se non fossimo stati presenti, chi lo sa quanti giorni ci sarebbero voluti?

NESTOR ZAZZARINI – UTENTE SIC1
Sempre si parla degli enti pubblici che non funzionano, che costano molto o che sono troppo lenti. Io non posso dirlo di questa gente.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Non sono lenti anche perché la Sic1 si è dotata di un consiglio di amministrazione ridotto ai minimi termini.

STEFANO RICCI – DIRETTORE SIC1
Il consiglio di amministrazione è formato da 3 persone.

LUCA CHIANCA
E i guadagni di queste 3 persone?

STEFANO RICCI – DIRETTORE SIC1
E i guadagni...anche qui sono un po’ antitetici a quello che è la prassi normale delle aziende pubbliche perché sono bassissimi. Se non erro il presidente guadagna un qualcosa come 400-500 euro nette mensili.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
I compensi sono pubblicati sul sito della Sic1 e complessivamente non superano al lordo i 20.000 euro ogni anno. Tradotto in percentuali significa che i costi per gli stipendi sono così ripartiti: l’86% va ai lavoratori assunti e il 14% al Cda e alle consulenze.

LUCA CHIANCA
È una cosa strana?

STEFANO RICCI – DIRETTORE SIC1
È una cosa strana. Strana, forse per un’azienda pubblica.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Come dire che in tutte le cose a fare la differenza non sempre sono i sistemi, ma le persone. Se questo esempio venisse seguito i 6 milioni di cittadini che hanno l’accesso negato riuscirebbero a connettersi e la Commissione Europea non ci definirebbe più fanalino di coda.

06:20 Scritto in DeNARO | Link permanente | Commenti (5) | Manda

21/11/2007

Spiriti

370f271a875909deb75cd101c4b1075a.jpg Nel corso della seconda metà del razionale e positivo Ottocento, una sete di soprannaturale si diffuse nell'opinione pubblica. L'Occidente si dedicò con passione a tavoli giranti, spiriti ed ectoplasmi.
Nel 1848 - mentre in Europa si aggirava lo spettro del comunismo- in una cittadina dello Stato di New York due adolescenti raccontarono di avere sentito ripetutamente dei rumori provenire dai muri della propria abitazione e, dopo averli decodificati attraverso un alfabeto particolare, di essersi sedute a un tavolino per comunicare con questi "spiriti" dell'aldilà.
In America il fatto assunse ben presto le dimensioni di un caso nazionale. Anche in Europa lo spiritismo avrebbe riscosso un successo formidabile destinato a ispirare giochi e riti di società, nuove sette e ricerche scientifiche, club, riviste e associazioni, grazie anche all'attività di un gran numero di medium che, in vere e proprie tournée, presentavano a circoli occultistici o istituti scientifici fenomeni sempre più sconcertanti.
Ma ancor più dimenticato è l'influsso che lo spiritismo ebbe sull'intellighenzia europea e in particolare italiana, da Capuana a D'Annunzio, da Marinetti a Pirandello.
Troppo spesso percepiti come apparizioni fugaci di un atavico passato, i fantasmi moderni, calati in un aldiquà misurabile, devono forse la loro capacità di insediarsi stabilmente nell'immaginario contemporaneo a questa originaria commistione con le tecniche, le procedure e i ragionamenti della scienza.

05:26 Scritto in WEB | Link permanente | Commenti (0) | Manda

17/11/2007

Regalpetra docet

"Regalpetra è un paese difficile, una decisione che richiede l'accordo di più di due persone difficilmente matura."
"Pare che a Regalpetra il regime commissariale sia il solo capace di risolvere quei problemi che nel Consiglio comunale si risolvono con la concorde volontà di almeno sedici persone; difficile a Regalpetra mettere sedici persone d'accordo, a meno che non si tratti di operare in danno di qualcuno, e preferibilmente in segreto."
(1956-Leonardo Sciascia, Le parrocchie di Regalpetra, Laterza, Bari, 1978)

3f95f491c09333392f104d97ea767855.jpg

06:15 Scritto in DeNARO | Link permanente | Commenti (0) | Manda

16/11/2007

A "criata"

Nella continua ricerca di nomi siculi non pu' in uso, mi sono ricordato di un termine che,ancora bambino, era in uso anche qui' a Naro: "a criata" riferendosi alla donna che svolgeva il lavoro di cameriera,diremmo oggi con modi piu' eufemistici. In realtà "a criata" era piu' di una cameriera. Badava a tutto, era come un vero e proprio "maggiordomo" in gonnella che si pigliava di tutta la casa e dei suoi occupanti. Il termine equivalente,piu' dispregiativo, era "a serva". La ricompensa,di solito, era costituita dal vitto,alloggio e -in alcuni casi- da un lascito testamentario o da un atto tra vivi di trasferimento di immobile.
Una figura tipica del sud che affonda le radici nella "creatura" abbandonata,ritrovata e messa a servizio vitalizio in un famiglia agiata del tempo.
3185f4aa9b51b7b7461c964e5c9ef1b2.jpg Alla "criata" si inspira la vicenda narrata in una recente pubblicazione dall'omonimo titolo.
Una storia, ambientata in Sicilia, di una trovatella tredicenne, Antonia, che nella notte del 13 dicembre 1794 nel convento che la ospita assiste al misterioso assassinio di una monaca, e pertanto ne viene allontanata e data "in affitto" al violento massaro don Cola.
Esasperata, fuggirà con una compagnia di attori girovaghi per poi finire "creata", cioè serva, presso la nobile famiglia dei Roccaromana.
A partire dalla notte del delitto, però, Antonia è perseguitata da strani odori nei momenti di paura, odori che le provocano vomiti e capogiri.
Sono gli stessi odori che caratterizzano la fine di un'epoca: si sta ormai diffondendo in Sicilia il giacobinismo proveniente dalla Francia, la fede in una "repubblica che ci rende tutti uguali davanti agli uomini e non solo davanti a Dio". Sono le stesse idee che hanno conquistato la ribelle principessa Ignazia di Roccaromana, monacata a forza con il nome di madre Crocifissione di Dio, la quale attua un progetto insano: insegna a leggere e a scrivere alla sua serva Antonia sui testi degli illuministi. 86fabac4c19576a87caee6ad02c5ea5d.jpg
E la serva si aggira di notte nella biblioteca del palazzo dei Roccaromana per leggere di nascosto i libri giacobini.
La scoprirà il Principe Vincenzo, al quale la legherà un rapporto ambiguo di violenza e di amore, fino al travolgente epilogo. Lo sfondo storico è quello di una Sicilia che aspetta da Napoleone la liberazione e la trasformazione in Repubblica indipendente, e nel libro compare non a caso tra i personaggi la figura del grande poeta Domenico Tempio, cantore plebeo di quei tempi.
La storia della creata Antonia vi si impone come una metafora del desiderio di uguaglianza di tutti gli uomini.
La "creata", che ha commesso il "peccato di sognare", protagonista di una storia cupa e carnale, si riscatta in un finale pieno di speranza, l'unico traguardo possibile per la libertà di pensiero.

06:55 Scritto in DINTORNI | Link permanente | Commenti (0) | Manda

14/11/2007

Lettura comoda

Vuoi leggere (in via sperimentale) comodamente in ".pdf" gli ultimi post di Valparadiso?
NO?...... Come non detto!
Se, invece, vuoi provare, clicca sull'immagine sotto'

d88862e2197260f2281cbb690a89be62.jpg

01:30 Scritto in DeNARO | Link permanente | Commenti (0) | Manda

13/11/2007

Che frana...!

La frana della vergogna.
7f0cfc70b7896d160de332cc36bd8c57.jpg Era il 19 luglio del 1966, quando migliaia di metri cubi di terra scivolarono sotto i piedi degli abitanti du alcuni quartieri di Agrigento. Centinaia i feriti, 1.200 le famiglie rimaste senza tetto.
La frana fu uno choc per questa città che negli anni Sessanta aprì e mai concluse il dibattito sulla questione urbanistica, considerato che a causare il cedimento era stato il sovraccarico edilizio.
8.500 immobili edificati in barba alle norme urbanistiche, paesaggistiche e ambientali.
All'epoca il ministro dei Lavori pubblici, Giacomo Mancini, alcuni mesi dopo dovette fronteggiare anche l'alluvione di Firenze. Dopo la celebre alluvione, corse ai ripari con un disegno di legge, la “legge Ponte” del 1967 con la quale si ponevano i primi limiti all'edificazione, cominciando a dare corpo agli strumenti urbanistici.
Dopo 40 anni dalla frana e decenni di attesa, la Legge Regionale nr. 19 del 2005, ha stanziato l’importo di sette milioni di euro per la corresponsione delle indennità in favore dei sinistrati della frana di Agrigento del 1966, quei cittadini che, nell’evento calamitoso, hanno perduto la loro casa.
La legge stabiliva che il Genio Civile avrebbe dovuto prendere in esame soltano le pratiche pervenute entro il mese di Marzo 2006. Il Genio Civile ha avviato le procedure nel 2006, con l’obiettivo di completare i lavori entro il 2007, consentendo così ai cittadini aventi diritto di percepire le indennità entro i limiti imposti dalla sopra citata Legge Regionale 19/2005.
Appena varato lo strumento legislativo che ha finanziato le indennità (L.R.19/2005), il Genio Civile di Agrigento, in sinergia con il Dipartimento Regionale Lavori Pubblici, ha messo in moto una macchina efficiente, garantendo una risposta concreta ed immediata ai cittadini che attendevano da troppo tempo, realizzando inoltre sostanziali economie. 01b103eab6bdb3c416027036b4d3d16f.jpg
Per tali indennità la Legge Regionale 19/05 aveva stanziato una somma di sette milioni di euro, ma, attraverso la stima eseguita dal Genio Civile, sono state attribuite agli aventi diritto indennità per un ammontare complessivo di circa il 50% dei fondi stanziati da suddetta legge.
Non potranno percepire alcuna indennità tutti coloro che hanno presentato l’istanza fuori dai termini imposti dalla legge 19 e quindi dopo Marzo 2006, a meno che non venga approvata una nuova legge che riapra i termini.
A tal proposito, l’Assessore Regionale ai Lavori Pubblici, Agata Consoli,ha dichiarato che "il Governo valuterà l’ipotesi di riaprire i termini, assegnando una parte dei fondi residui (che ammontano circa a 3,5 milioni di euro) ai cittadini che, seppure abbiano diritto, in atto non percepiranno nessuna indennità perché hanno presentato l’istanza in ritardo".
A proposito di ritardo, non mi pare che la Regione sia da meno e la riapertura dei termini e' il minimo che possa fare per quelle persone che hanno avuto la pazienza di aspettare 40 anni. Un minimo di etica politica lo reclama!

04:50 Scritto in DINTORNI | Link permanente | Commenti (0) | Manda

12/11/2007

Naritudine...a punti

Narese DOC?
Verifica la tua "naritudine" (grazie a Pietro per il comodato lessicale) attraversando i meandri bytici piu' "nturciuniati" della "lingua narese", in sole 10 domande.
Non disponendo di alcune funzioni su blogspirit (che ringrazio per l'hosting free,ma sempre meno idoneo alle esigenze del nostro blog), ho dovuto fare un rimando di pagina.

Test Naritudine
Se vi va, riportate quì -in commento- i punteggi.

a170600880678a2d7d84d270c4c70b9f.gif

12:35 Scritto in DeNARO | Link permanente | Commenti (5) | Manda

Fiction and reality

Saponara è un paesino siciliano come tanti, un piccolo centro in provincia di Messina. 4.262 anime su una collina situata a 180 metri sopra il livello del mare,insediate sopra una superficie di 2.602 ettari, con una densità abitativa di 164 abitanti per chilometro quadrato.

   A Saponara viveva una Graziella Campagna, una ragazza 17enne che per arrotondare le entrate familiari, lavorava in una tintoria. Non aveva grilli per la testa, non sognava di diventare manager o avvocato; il suo unico sogno era guadagnare qualche lira per comprare il corredo. Graziella è scrupolosa sul suo lavoro, controlla accuratamente i capi di biancheria prima del trattamento con i prodotti pulenti; si accorge che in una camicia di un cliente c'è un documento molto compromettente su un boss mafioso.

Cosa Nostra decide di eliminarla e di occultarne il cadavere.

Nel dicembre 1985,esattamente il 12, Gabriella venne trovata, 3 giorni dopo la sua morte, tra montagne desolate, sfigurata da cinque colpi di lupara. Indagini difficili ma fruttuose; gli esecutori furono arrestati ma, in corso di causa, rimessi in libertà per decorrenza di termini. Principale accusato e condannato all'ergastolo in primo grado, è Gerlando Alberti junior, nipote dell'omonimo boss palermitano.

a14b61a6428452604d984efa8213e645.jpgQuella di Graziella è una vicenda umana densa di dolore e rabbia ma i risvolti giudiziari sono ancora in corso davanti alla Corte d'appello di Messina. La Rai decide di inserire nel suo palinsesto la fiction "La vita rubata" di Lucarelli, tra i cui attori figura anche Beppe Fiorello, che narra la terribile storia di Graziella Campagna (interpretata dalla ventenne Larissa Volpentesta). Spot ed anteprima annunciano la programmazione della fiction per martedì 27 novembre, ma -a seguito di una nota di segnalazione del ministro della Giustizia Mastella, la RAI sospende la messa in onda in tv, in considerazione del fatto chè proprio domani 13 dicembre si celebrerà a Messina il processo d'appello ai killer di Cosa Nostra, condannati in primo grado per l'uccisione della giovane.

La messa in onda viene postergata a data da destinarsi.
La decisione viene duramente contestata dai familiari della giovane uccisa; il fratello della ragazza è fortemente critico nei confronti dell'apparato statale,lamenta giustamente la scarcerazione degli imputati per decorrenza dei termini e contesta l'indulto emanato lo scorso anno (del quale potrebbero beneficiare i responsabili del grave fatto di sangue).
Contrariato si è mostrato anche Beppe Fiorello (che nella fiction svolge il ruolo del fidanzato dell vittima): "qui c'è una ragazza morta barbaramente per aver incrociato sulla propria strada Cosa Nostra e c'è un fratello, Pietro, che ha dedicato la vita a ridare dignità alla propria famiglia. Questo film poteva essere un modo per aiutare i Campagna, invece, e parlo da cittadino non da attore, offriamo ulteriori garanzie a questi assassini che da oltre 20 anni la scampano".98cd2d7f5f4e6c5cb2ada7087d0df492.jpg
Ovviamente contrariato anche l'autore della fiction, Carlo Lucarelli,che ha parlato di brutto precedente commentando: "La sospensione su richiesta del ministro della Giustizia Clemente Mastella, rappresenta un brutto precedente. In base a questo principio non potremmo fare fiction su quasi niente. Paradossalmente, anche la fiction Il capo dei capi dovrebbe essere sospesa. E poi mi chiedo - ha continuato - , come può una fiction turbare i giudici di Messina, che sono stati così placidi e tranquilli per tutto questo tempo tanto da far annullare la custodia cautelare dei condannati per decorrenza dei termini entro i quali andava depositata la sentenza".

Sul punto, l'ufficio stampa del ministero della Giustizia ha precisato "Il senatore Clemente Mastella non era ancora stato designato ministro della Giustizia quando è stata pronunciata la sentenza di primo grado a carico di Gerlando Alberti accusato dell'omicidio della giovanissima Gabriella Campagna. l ministro della Giustizia - prosegue la nota del ministero - ha ricevuto, nei giorni scorsi, le lettere con le quali è stato informato dal presidente della Corte d'Assise d'Appello di Messina della possibile coincidenza della messa in onda della fiction Rai con lo svolgimento del processo d'Assise d'Appello che sarà deciso da una giuria composta non solo da giudici togati ma anche da giudici popolari. Su questo fronte - conclude la nota - il Guardasigilli si è limitato a trasmettere, per opportuna conoscenza e per eventuali iniziative di competenza, al Vice Presidente del CSM, Nicola Mancino, al Presidente della Commissione Vigilanza Rai, Mario Landolfi e al Direttore Generale della Rai Claudio Cappon, tali lettere".

04:50 Scritto in DINTORNI | Link permanente | Commenti (0) | Manda

11/11/2007

San Martino

A San Martinu si lassa l'acqua e si piglia u vinu".
Così suona la massima di saggezza popolare che da Noi rievoca uno degli eventi del ciclo produttivo agricolo, legato ad elementi religiosi,magici,ancestrali.
c1b7851c1d7dd9c3bc5381a29f304930.jpgPer San Martino non c'era vacanza scolastica ma si percepiva lo spirito della ricorrenza che era preceduta da forti odori di mosto in giro, da scene ricorrenti di "lavaggi" di botti nei cortiletti, nelle strade piane; forzute braccia contadine la rotolavano ad arte per dar modo al liquido di pulire la botte in lungo ed in largo.
Tuto doveva essere pronto per San Martino,giorno in cui la magia della natura fà perfezionare il periodo di e9dccda084e8ddfe7fdc0fb1125a5d8a.jpgfisiologica fermentazione del mosto che si trasmuta in vino,bevanda altrettanto popolare,diffusa ed a basso costo.
Tutto rientrava in una antica "liturgia" nota agli addetti ai lavori ed oscura a tanti;noi ragazzi guardavamo affascinati il fattore che preperava le botti, ci faceva collaborare aggiustando le assi di legno dispettose sulle quali scorrevano i contenitori di varia capienza.
f9d0eec957b68d1cfed57b9e139edbfe.jpg Oggi le tante "putii di vinu" rinnovavano il mazzo di "carrubo" messo in mostra (un po' come i cinesi) davanti alla porta per indicare che lì si vendeva e consumava vino.
Di solito erano deputati allo scopo dei magazzini, posti a piano terra, di prodotti agricoli nei quali si ricavava un po' di spazio per collocare in bella vista una botte grande ed un paio piccole, un tavolone, delle panche laterali.
Un tendone (quello usato per la raccolta delle mandorle ed ulive) veniva verticalmente collocato al soffitto per nascondere la parte "privata" del magazzino con i vari attrezzi agricoli e cereali; al di quà di esso c'era la "putia di vinu". Generosamente qualche "oste" offriva anche delle fave o dei ceci se si consumava olte il "litrozzo" lì sul tavolone,seduti in panca.a23461bdb821bc9eff01efb1fa37d2cc.gif
In queste semplici "vinerie" dell'epoca e nelle "osterie" vere e proprie "putie di vinu" ma con ristorazione si consumavano le serate di tanta gente.
Senza tv,non tutte le sere si proiettavano films nelle due sale cinematografiche, la "putia di vinu" era un vero e proprio centro di aggregazione popolare. Affari, gossip, relax, discussioni,"sciarre" trovavano posto in esse normalmente.
La mia memoria ne ricorda almeno 7 (Carmine,trav. Piazza, Via Lucchesi, Via Vitt.Emanuele,Sant'Agostino,Viale Umberto,Via Diaz), tutte scomparse nel tempo.
Cucina casareccia tipica,vino,possibilità anche di pasti frugali e veloci, rappresentava una "meta" per tanta gente che gustava e degustava rispettivamente prelibatezze locali e vini sfusi.
Noi giovani del tempo,per nulla propensi all'alcool, eravamo attratti dalla "privacy" di quelle tendine che separavano i tavoli dei commensali e dove la trippa, il "sangunazzu", "a cutina",ceci,fagioli ma anche "scatolette simmenthal", uova dure,salame,formaggio con spezie,sarde salate, giravano per tavoli in una nuvola di odori che ne anticipavano e richiamavno i sapori.La regina dei "tavolazzi" era,comunque,la salsiccia fatta in vai modi: al sugo, arrostita,al forno,alla brace,con rosmarino,annegata nel vino.
San Martino era riservato agli intenditori del vino che degustavano il sapore dei novelli diagnosticandone la sorte commerciale.
I brindisi riecheggiavano per le piu' svariate destinazioni,ma tutti concludevano con la rituale formula "...brinkisi fazzu a ma cumpari...."

d9e99034ccfa868b7aba4765fcbac452.jpg

07:00 Scritto in DeNARO | Link permanente | Commenti (2) | Manda

"Anche a Sud c'e' il Nord"

67ce7349a9f3d5051b41ddf06d1b3dd5.jpg E' stata avviata la distribuzione, su scala nazionale, di 60 mila carte prepagate Telecom destinate, tramite messaggi di marketing, a sensibilizzare gli italiani sulla questione Nord-Sud.
Sulle carte, l'Italia e' raffigurata al contrario e campeggia lo slogan "Anche a Sud c'e' il Nord".
L'iniziativa parte da Confindustria Agrigento il cui presidente Catanzaro, tramite le sue denunce, ha permesso alla magistratura di arrestare i mafiosi che lo taglieggiavano e dimostra come gli imprenditori hanno voglia di cambiare, per combattere, con la schiena dritta e la testa alta la mafia e chi vuole imporre i soprusi.
Un ottimo segnale proprio da una terra tradizionalmente ritenuta "di mafia" che mira a rovesciare il luogo comune e a dimostrare come,se si vuole, si puo' tifare per la legalità.

05:10 Scritto in DINTORNI | Link permanente | Commenti (2) | Manda

Pillole

"Gli uomini perdono la salute per fare soldi, e poi perdono i soldi per tentare di recuperare la salute.
Pensano tanto ansiosamente al futuro dimenticando di vivere il presente.
Così facendo, non riescono a vivere né il presente né il futuro.
Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto"


Dalai Lama

9021e073e9f37413e029bb3368c82a60.jpg

01:10 Scritto in WEB | Link permanente | Commenti (2) | Manda

10/11/2007

Stress

Scaricate il Vs.stress giornaliero


26374462606bc654e0379590eaf68c7a.jpg

07:55 Scritto in WEB | Link permanente | Commenti (0) | Manda

08/11/2007

"C'un ti canusci spasima..."

Una vista mattutina del "San Giovanni" dal maniero chiaramontano.

8e44fd508b25d495d00fbff150bdb80d.jpg

07:30 Scritto in DeNARO | Link permanente | Commenti (2) | Manda

04/11/2007

Quel 4 novembre...

2.11.1918: La nostra 1a Armata inizia l'operazione su Trento. Dopo breve lotta allo sbarramento di Serravalle e dinanzi a Mori, il XXIX Corpo d'armata sfonda le linee nemiche sulle due rive dell'Adige.
03.11.1918: Alle ore 15, le truppe del nostro XXIX Corpo d'armata entrano in Trento; all'incirca alla stessa ora un nostro Corpo di spedizione sbarca a Trieste. Nel pomeriggio è firmato l'armistizio Badoglio a Villa Giusti (Padova).


"Comando Supremo, 4 Novembre 1918, ore 12.
f6ebbdfcd29acd9c34f655ea9216387e.gif La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta.

La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso Ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuna divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatre divisioni austroungariche, è finita.

La fulminea e arditissima avanzata del XXIX corpo d'armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, dell'VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.

Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute.

L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perdute quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi 89a8f44ca8b5fce8b749f45bf5b7874e.jpgmagazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecento mila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinque mila cannoni.

I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza."

Con queste parole.passate alla storia come "Bollettino della Vittoria", il Comando Supremo annunciava la disfatta nemica e la fine della guerra.
Il testo, fuso nel bronzo delle artiglierie catturate al nemico, è esposto in tutte le Caserme d'Italia.
A comoda portata di tutti, senza bisogno di arrampicarsi per leggerlo, l'unica parte sempre ben evidenziata è rappresentata dalle parole "...è finita" divenute profetiche per generazioni di militari di leva.
Innumerevoli vie e piazza italiane rievocano alla memoria quel giorno di gioia per lo Stivale in cui vengono anche celebrati il "Giorno dell'Unità Nazionale" e la "Giornata delle Forze Armate".
Per l'occasione, in tutta Italia si terranno cerimonie e tradizionali eventi aperti al pubblico (concerti di bande militari, visite a musei militari e caserme).
Gli approfondimenti sulla ricorrenza su wikipedia ed il testo completo dell'armistizio su wikisource
Anche a Naro una buona tradizione che -purtroppo- negli anni ha visto scemare la partecipazione popolare, si rievoca la ricorrenza con la santa Messa nella Chiesa di S.Agostino nella cui cripta è ospitato un piccolo sacrario con i resti dei militari caduti, alla presenza delle Autorità civili,militari e religiose della Comunità.
I Sindaci nel tempo piu' sensibili alla rievocazione hanno,per l'occasione, dato lettura del "Bollettino della vittoria" 706c6a80d577bcc64377ce537616f478.jpgmentre alcuni fulminei squilli di tromba dal fondo della Chiesa ne sottolineavano l'importanza.
Carabinieri e Vigili urbani in grande uniforme,Sindaco con il distintivo ufficiale della sciarpa tricolore e,fino a non molto tempo fà, reduci con medagliere ne evidenziavano la solennità.
Il ricordo dei caduti in guerra,specie della "Grande Guerra" che ha consegnato a noi,eredi, l'Italia liberata non puo' farsi spegnere nell'oblio o nella indifferenza,peggio ancora nell'ignoranza.
Pochi e scarni dati per NON dimenticare:

221d0b3bc209d1864dda13e84be292b9.gif

1 Guerra mondiale: 8.450.000 MORTI (680.000 italiani), 21.188.000 di feriti, 7.751.000 dispersi.
La guerra,qualunque guerra,è negazione della ragione,della humanitas.

05:05 Scritto in DINTORNI | Link permanente | Commenti (4) | Manda

03/11/2007

Juculiannu

Giorni fà, joci causa, proposi il link al test dell'età mentale.
Zoommando ancor di piu' ed ancorando il dire alla linea del blog, propongo un sito "siculo" con annesso un test per verificare "quantu si sicilianu".
"Che senso ha" direbbero coloro che "stanziano" in loco e potrebbero anche avere ragione. Ma la progressiva "desiciliazzazione" dei siciliani,ormai sparsi un po' in tutto il mondo, ne giustifica la segnalazione.
Del resto, la prova provata della non inutilità di un test del genere, sta proprio nei molti lettori (bonta loro) di Valparadiso,moltissimi dei quali naritani, che risiedono -per le ragioni piu' varie- fuori dalla Sicilia.
La integrazione con le culture ed i modi sociali del luogo che quotidianamente ci ospita è lenta ma progressiva.
Testare quel che rimane di siculo in un siculo non in Sicilia diventa cosi' un modo per verificare "l'amarcord" del dialetto nostrano e ,al contempo, per togliere i freni alla memoria latente che alberga in angoli remoti della mente ed è pronta a venir fuori ad ogni occasione,anche la piu' banale.
Ricorderemo magari eventi belli e brutti, ma ricorderemo.
Nel link che segue è insito,oltre al test, il sito che lo ospita,raro gioiello di sicilianità.
Arricriativi...

05c2e09e3889d070986299a7f3e08a2c.gif

20:00 Scritto in DeNARO | Link permanente | Commenti (11) | Manda

01/11/2007

"Signor lei..."

Oggi,come prevedibile e come domani, giornata di riflessione, di mestizia, di interiorità.
Due giorni - i primi di novembre- che la tradizione isolana ed un senso atavico che deborda nell'immemore collettivo, riservano al culto per i cari defunti.
e1a84c55d088b315807772178bd4b1d3.jpg Anche il Cielo ha dato una mano per chiosare al meglio la cornice del giorno, velata di inquietante e rassegnata tradizione.
Una serie di rovesci pluviali con colonna sonora ed effetto lampo hanno dissuaso quanti con le loro sedioline,fiori,ceri,bottiglie d'acqua ed accessori si erano portati di buon mattino alla casa della meta finale.
Velocemente i pini,maestosi e silenti, vedono togliere il disturbo da tanti piedi ,alcuni lenti,altri veloci.
Il cimitero stamane si è svuotato in un "fiat".
Ironia della sorte, dopo quasi un'oretta risplendeva il sole.
Un momento di tristezza che è passato ridando spazio al sole,alla vita.
Nel pomeriggio,altrettanto prevedibilmente, gli arditi del mattino,sfrattati e sommati agli "esternI" in visita ed agli indigeni del "poi si vede", hanno ri-dato il consueto annuale colpo d'occhio al pullulio di gente nel sacello suolo narese.
Lo strumento improprio di misura del graduale invecchiamento dei superstiti sta proprio lì sotto quei maestosi,immutabili pini.a0ea4b809b9c860fbf5948130f0aa952.jpg
Quanti visi noti,quanti nomi, quante memorie e riflessioni...
Disgrazie, tragedie, evoluzioni naturali dell'umana avventura sono rievocate e rievocabili accanto ad un lumino,ad un fiore, ad un nome scolorito sull'ingrigìto marmo.
Un monito eloquente per i meno che passano proteso a sottolineare la fatuità e fugacità del divenire umano e l'inutilità di tante "corle", "nervi", "sciarre".
Come è piccolo l'uomo visto da quaggiù!
Come è ridicolo l'uomo osservato con questi occhiali!
Li chiamiamo "morti" ma parlano e...come se parlano...!
Ispirano, danno forza,idealizzano memorie e sensazioni.
"Signor lei..... scusassi.... u sapi unn'è a pompa di l'acqua... ca aju sti du fjura ca mi stannu siccannu...?"07a48c56f1f07d00c276e2e5b866790a.jpg
Quella voce pacata, gentile, stanca ma melodiosa mi distrasse dai pensieri, mi girai di scatto,non vidi nessuno a destra.
"Signor lei... Signor lei..."
Abbasso lo sguardo e noto nella fila a valle una anziana donna con un vasetto lucidato a nuovo, brillante, pieno di fiori... me lo porge... realizzo l'intento e mi avvio verso quella provvida fontanella che provvidamente è nei pressi; torno, le porgo il vaso con l'acqua...
"U Signuri ciù renni,signor lei, u Signuri ciù renni"......

20:25 Scritto in DeNARO | Link permanente | Commenti (2) | Manda

Sta matri terra

Com’è tristi circàriti, Signuri!

iè lu cori ca grida, no la testa,

ca s’arrimina ‘n.mizzu a la timpesta

d’un mari stracanciatu di culuri.


Com’è tristi truvàriti, Signuri!

iè lu cori ca grida, no la testa,

ca manna lampi d’ucchi nni ‘sta mesta

figura d’omu, cu lu sangu scuru.


Com’è tristi chiamàriti, Signuri,

mentri la via non è chiù vilunna,

mentri la varca lentamente affunna!


Ntra un munnu senza ‘n alitu di paci,

ca si cuntorci come purcu ‘n braci,

com’è tristi parlàriti, Signuri!


Questi straordinari versi del poeta Angelo Rizzo, sono inseriti nella raccolta "Sta matri terra", edito da Nuova Sicilia Editrice, Caltanissetta 1988, 47.

Angelo Rizzo nacque a Serradifalco nel 1939, laureatosi con una tesi su Freud, ha insegnato nelle scuole nissene fino al 2005, anno della sua scomparsa. Poeta in lingua e in dialetto, ha pubblicato due raccolte in lingua, "Il verde degli anni" (1970) e "Le dimensioni" nel 1977 ed una raccolta in dialetto, "Sta matri terra", pubblicata nel 1988.
Dopo la scomparsa è stata resa nota una seconda raccolta di versi in dialetto, intitolata "Lu cori e la memoria".

06:49 Scritto in DINTORNI | Link permanente | Commenti (2) | Manda

Corso d formazione a Naro

Quaranta giovani hanno presentato domanda per partecipare al corso di formazione “Naro: storia e cultura” che si svolgerà nella sala riunioni del palazzo municipale e del castello Chiaramontano.
Il progetto prevede lezioni frontali, visite ed escursioni nei siti storici locali.
Gli ambiti tematici del corso formativo sono molteplici e vanno dalla storia dell’arte e dell’architettura del luogo, quella della moda e del costume locale ed a quella delle tradizioni popolari e di beni immateriali.

04:30 Scritto in DeNARO | Link permanente | Commenti (0) | Manda