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23/12/2007

Buon Natale

 
 
Auguri  a tutti i Naresi lontani
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15/12/2007

Sono arrivate anche a Naro...

Se ne sentiva la mancanza.....

Sono arrivate...le abbiamo anche Noi a Naro!

Che sorpresa natalina..!

C'è chi se le mette sotto i piedi, chi l'abbina alle notizie in tv,chi evoca immagini di rettili, chi pensa a Gaza;

Noi finalmente possiamo dire, gaudenti e appagati, di avercele pure!

Certo, non è che siano tante...ma bisogna sapersi accontentare.

 

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Foto NON riferita a Naro
 

 

 

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12/12/2007

A sud del sud

78d2cdd792bacc2339285c4c376236f4.jpgI giovani del Mezzogiorno continuano ad andare via dai luoghi natìi, emigrando al nord della stessa Italia o fuori dai ''confini geografici'' nazionali.
Una fuga forzata purtroppo, che ha costretto negli ultimi quattro anni 16 mila giovani, gran parte laureati, ad andar via perché ''a casa propria'' rimangono scarsi gli investimenti nella ricerca e si è registrato un calo occupazionale generalizzato.
Negli ultimi due anni gli occupati meridionali sono calati di 48 mila unità.
Mancano gli investimenti esteri, e rimane basso il reddito delle famiglie, 23 mila rispetto agli oltre 30 mila del Nord. Solo il 30,1 per cento degli investimenti Enel poi vanno al Sud, il 33,6 per cento delle Poste italiane, il 40,6 per cento dell'Eni e il 47,1 per cento dell'Anas.
Nel periodo 1996-2005, la spesa delle Ferrovie al Centro-Nord è cresciuta del 17,3 per cento.956e0510f680582ee87ab7cd4bc8895e.jpg
Nel Mezzogiorno di appena il 5,7 per cento. Rimangono poco utilizzati i fondi europei, come le misure dedicate al trasporto ferroviario. A fronte di una spesa disponibilità finanziaria di 235 milioni di euro, secondo l'ultimo comitato di Sorveglianza, la spesa certificata ammonta ad appena 94 milioni di euro.
il Sud si spopola sia perché diminuisce il tasso di natalità sia perché aumenta quello del flusso emigratorio.
 Il profilo dell'emigrante-tipo meridionale è oggi quello del giovane tra 25 e 29 anni, molto spesso laureato (16 mila unità), cui vanno sommate altre 63 mila nella fascia tra 20 e 24 anni.
Preoccupano anche i dati sull'abbandono scolastico nella fascia d'età fra 18 e 24 anni, con una media del 25,5 per cento nel Mezzogiorno, contro il 8c127cb928af2a3ba98e3953cb1377f5.jpg17,9 per cento nel Nord e il 14,4 per cento nel Centro.
Cala l'industria, a cominciare da quella manifatturiera.
Nel 2005 nel Centro-Nord c'erano 462.199 imprese manifatturiere (il 70 per cento di tutte quelle italiane) con 2.846.180 dipendenti (il 17 per cento della quota degli occupati) mentre nel Sud erano 177.855 con 891.396 occupati e in Sicilia appena 38.143 con 143.656 dipendenti (il 9 per cento degli occupati).
Sul fronte dell'occupazione ''il Mezzogiorno - si legge nel Rapporto annuale Svimez - evidenzia nell'ultimo biennio69a952977b6dee8a9b797760d58c08e4.jpg difficoltà nel mantenere lo stock d'impiegati creato nella fase precedente, tant'è che gli occupati sono calati di 48 mila unità mentre, nello stesso periodo, nel centro-nord l'occupazione è aumentata di oltre mezzo milione.
Ma nonostante l'occupazione al sud sia in calo, accade che qui nel 2004 il numero delle persone in cerca di occupazione diminuisce di 107 mila unità, facendo abbassare il tasso di disoccupazione (dal 16,1 per cento al 15 per cento del 2004)''.
La spiegazione risiede in un diffuso senso di scoraggiamento che ha indotto soprattutto le fasce più deboli dell'offerta di lavoro, giovani e donne, a rifugiarsi nel sommerso o, ancora, a scegliere la strada dell'emigrazione verso il Centro Nord.
392290929954a673a68667c45fdab729.jpgAltra nota dolentissima è l'andazzo negativo del turismo.
Nel Sud, secondo l'analisi della Fondazione, si registra appena un terzo delle presenze del Centro Nord, pari a 55 euro la spesa media pro-capite giornaliera per ogni turista. Nelle altre regioni è di 90 euro.
Scarsa l'occupazione delle strutture ricettive. L'area del Paese che pomposamente viene considerata la ''California d'Italia'' assorbe appena 1/3 delle presenze del Centro-Nord e quasi 1/4 degli arrivi.
Nonostante tutti i buoni propositi dei vari governi nazionali che si sono succeduti, infatti, il Sud resta inchiodato al poco più di 71 milioni di presenze a fronte dei 283 milioni del Centro-Nord e dei quasi 57 milioni del solo Veneto.
  Inoltre, nel Centro-Nord, quasi la metà, sia delle presenze che degli arrivi, è composta da turisti stranieri, mentre nel Mezzogiorno tale quota è ferma ad appena 1/3.d0bc12b8aaa5ce79d02493ba0f4a65a6.jpg
Nonostante la felice esperienza della Vuitton Cup di Trapani, il Mezzogiorno resta ancora tagliato fuori dai grandi circuiti e dai grandi eventi, indubbio fattore di sviluppo territoriale. Ciò conferma il gap delle strutture sportive, presenti nell'area solo per il 20 per cento e le strutture ricettive mancanti o inadeguate.
I rilievi enunciati costituiscono il risultato del dossier presentato di recente a Palermo dalla "Fondazione Curella" nell'ambito del XXI Osservatorio Congiunturale, che ha visto riuniti imprenditori, economisti e politici per discutere della situazione economia del Sud Italia.

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11/12/2007

Un cuore "matto"

L’arresto cardiaco improvviso può essere vinto solo con una lotta contro il tempo che richiede interventi rapidi e coordinati. L’allarme immediato, il pronto inizio della respirazione artificiale e del massaggio cardiaco, il rapido intervento con la scossa salvavita del “defibrillatore” e le altre successive cure avanzate possono salvare molte vite umane.

Si calcola che in Italia decedano per arresto cardiaco sino a 60.000 persone l’anno. Un dato drammatico che merita un maggiore impegno; si pensi che il tragico e più sentito problema degli incidenti stradali nello stesso periodo causa circa 7500 decessi e l’AIDS meno di 200.

8d0c9c487e695e9bde79d647c2845519.jpg Un grande passo avanti è stato compiuto in questi anni grazie all’utilizzo del defibrillatore “intelligente” (DAE, defibrillatore semiautomatico esterno). Questo apparecchio, prezioso soprattutto per l’intervento extraospedaliero, si è diffuso nel mondo, dato che la sua facile utilizzazione non richiede la competenza del medico. Il DAE infatti analizza il ritmo cardiaco, indica se vi è presente una grave alterazione (fibrillazione o tachicardia ventricolari, che sono generalmente la causa dell’arresto cardiaco improvviso) per la quale sia utile la scossa, ne informa il soccorritore. Si predispone quindi automaticamente alla scarica ed attende solo la conferma dell’operatore, mediante l’apposito pulsante.

La drastica semplificazione nel soccorso consentita dai DAE ha portato alla loro estesa adozione in molti paesi stranieri, ove da tempo vengono correntemente utilizzati da agenti di Polizia, Vigili del Fuoco personale di bordo delle linee aeree.

Ora la nuova frontiera è la diffusione e l’addestramento all’uso dei defibrillatori semiautomatici, anche grazie alla collaborazione di istruttori non sanitari, associati in IRC-Comunità, che possono aiutare alla diffusione della cultura e dell’addestramento specifico nella propria comunità, ente,corpo.

"Si, va bene, ma sarà difficile da usare no?. Ci vorrà personale specializzato,paramedici etc..."
Ed invece no,è semplicissimo da usare.
L’associazione di pazienti cardiopatici più famosa al mondo,la American Heart Association, ha fatto un test sul tempo che serviva a dei bimbi di 10 anni per imparare ad usare un defibrillatore: 100 secondi è stato il tempo medio. Il corso che si fa per essere autorizzati ad usare il defibrillatore è di 4 ore, ma il tempo maggiore è utilizzato per insegnare le manovre di rianimazione cardiopolmonare (respirazione forzata, massaggio cardiaco…).

"Ma dai, ci vuole il medico per utilizzarlo...!"
La legge 120 del 3/4/2001 autorizza chiunque ad usare il defibrillatore purchè maggiorenne ed abbia fatto un corso che rilascia un "patentino", una certificazione all’uso per cui non bisogna essere un medico per usarlo.

Ok, ho capito ma costerà un patrimonio......!?
Se non ci mettono mani i soliti "re mida" il costo è inferiore a quello di un buon computer,assolutamente contenuto.Fate una breve ricerca anche in rete e noterete come il prezzo medio si attesti attorno ai tremila euro (si,proprio tremila).

La proposta di legge approvata alla Camera è ora bloccata in Senato a causa di una serie di emendamenti.

Il Parlamento Italiano approvi subito la proposta di legge sull’obbligatorietà della presenza del defibrillatore semiautomatico.

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10/12/2007

Tanto per "arrotondare"

443244e83ef7858ad173bd03e2ab4d20.jpg Tanto tuonò....
Sim salabim.... con un tocco di magia, tipica della velocità a scomporre dei naresi, la statua sulla "rotonda" di S.Calogero è...sparita!
Miracolo o cosa?
Coi miracoli andiamoci piano,sono una cosa seria. Quanto agli altri motivi se ne possono immaginare diversi e tutti credibili.
Intanto occorre distinguere tra la "rotatoria" in senso tecnico, opera indiscutibilmente utile e correttamente realizzata che ha spazzato via tanti problemi dell'incrocio in fondo al viale (i detrattori si documentino) e la c.d. "opera d'arte" collocata sulla rotatoria.
E' stata eliminata "l'opera d'arte" con il getto d'acqua che conferiva un tocco di vitalità all'insieme del sito.7c037b92c3753f7b77ae5c7ede5640d0.jpg
Al suo posto, sta sorgendo un albero di natale.
Chi ha rimosso l'opera del prof.Cipolla dal sito non ha usato la mano leggera....
Alcuni tratti del basamento sono andati via con "l'incompresa"...
Ma certamente rimedieranno....tanto paghiamo noi!
Di certo "la rotonda" -almeno inizialmente- stava sullo stomaco a piu' di qualcuno; il neo-si sa- fa fatica a farsi strada.
Col passar dei mesi,però, ci si abitua, si riflette meglio, ci si documenta, si ragiona di piu.
Quando già il "gruppo rotonda" era trasmigrato nell'arredo psicologico e sociale di moltissimi naresi.... arriva il colpo di fulmine: via la statua, su un albero di natale.
I motivi sicuramente ci saranno ma i dubbi non sono da meno....
 

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09/12/2007

Lavori sulla ss.640 in primavera...

I lavori per il raddoppio della 640 Agrigento–Caltanissetta nel tratto che va dalla rotonda Giunone a Grottarossa, partiranno entro il mese di Aprile. Lo ha assicurato il direttore generale dell’Anas ad una delegazione del comune di Canicattì. L’incontro era stato chiesto dopo l’ultimo incidente stradale che si è verificato lungo la statale costato la vita all’avvocato Antonio Meli. Entro dicembre, ha assicurato il dirigente dell’Anas, sarà reso noto il nome della ditta vincitrice dell’appalto.
Aspettiamo stanchi, inca-volati, ma fiduciosi!

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08/12/2007

Gioielleria "La Fulgentissima"

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Un gioiello architettonico ed artistico

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07/12/2007

Il Maresciallo Vaccaro

30 giugno 1963
 d20f5c87043e3503605369a18025616a.jpg   Palermo è scossa da un'impressionante serie di omicidi mirati ad acquisire posizioni di potere all'interno di una organizzazione criminale arricchitasi a dismisura con il contrabbando di tabacchi, la speculazione edilizia e il sempre più promettente traffico di stupefacenti.

A metà mattinata, arriva una telefonata alla questura di Palermo; l'interlocutore diceva che c'era un'automobile abbandonata in aperta campagna. La polizia si precipita subito sul luogo in questione, Ciaculli, dove trovò un'Alfa Romeo Giulietta, con gli sportelli aperti ed una ruota a terra.
Si capì subito che si trattava di un'autobomba, anche perché nelle prime ore della stessa mattinata era scoppiata un'altra Giulietta a Villabate uccidendo un fornaio e un meccanico.
Due ore dopo arrivarono gli artificieri che controllarono la macchina e dopo aver tagliato la miccia, leggermente bruciata di una bombola di gas situata al suo interno, dissero che ci si poteva avvicinare perché non c'era più pericolo. Ma quando  il tenente Mario Malausa aprì il bagagliaio per ispezionarlo, scatto' l'innesco della grande quantità di tritolo che c'era al suo interno. Si ebbe una grande deflagrazione che provocò una strage: il tenente morì insieme ad altri sei tra carabinieri, poliziotti e artificieri.
Questo terribile episodio è passato nella storia degli avvenimenti di mafia con il nome di "Strage di Ciaculli".
Per tale gravissimo episodio fu istruito il processo detto dei "114", dal numero dei rinviati a giudizio, celebrato a Catanzaro per legittima suspicione. Gli imputati del calibro di Tommaso Buscetta, Angelo La Barbera, Pietro Torretta e altri furonp condannati a pesanti pene detentive, mentre la maggior parte di essi, come Pippo Calò o dei fratelli Rimi, ebbero condanne a pene miti perché ritenuti responsabili solo di associazione a delinquere (il massimo della pena per tale reato è di cinque anni di reclusione, mentre il più grave reato di associazione mafiosa verrà introdotto solo nel 1982).
Una delle vittime del dovere di quella orribile strage era un figlio della Fulgentissima.
Oggi nella nuova Caserma dei Carabinieri di Naro, verrà scoperta una lapide per ricordare il maresciallo Calogero Vaccaro, narese, dilaniato vilmente e barbaramente  nella strage di Ciaculli del 30 giugno 1963.
La mafia era passata dalla lupara al tritolo e, in quell’occasione, persero la vita anche il tenente Mauro Malausa, il maresciallo artigliere Pasquale Nuccio, il soldato artificiere Giorgio Ciacci, il maresciallo di polizia Silvio Corrao, i carabinieri Marino Fardella ed Eugenio Altomare.
Maresciallo Capo della Stazione dei Carabinieri di Roccella, Calogero Vaccaro ha ricevuto il 31 ottobre 1963 un encomio solenne alla memoria che così lo ricordava: “Comandante di Stazione, partecipava in ambiente particolarmente difficile per senso di omertà, a complesse indagini per la identificazione ed arresto degli autori responsabili di omicidi ed atti intimidatori. In seguito all’improvvisa esplosione di un ordigno posto da malfattori all’interno di un’autovettura, cadeva vittima del dovere unitamente ad altri militari”.
Il maresciallo Vaccaro verrà ricordato dal Sindaco con un discorso di commemorazione, alla presenza dei familiari del militare scomparso e delle Autorità Civili e Militari.
Subito dopo, gli studenti del “Parlamentino della legalità” dell’I.T.C. Federico II di Naro , ricorderanno la strage di Ciaculli, la lotta alla mafia e l’importanza del rispetto delle regole e della legalità. A fine cerimonia verrà scoperta la lapide in onore del maresciallo scomparso.

Un pensiero riconoscente e grato va al glorioso Corpo dell'Arma dei Carabinieri, presidìo sicuro ed indispensabile per la sicurezza, che  -purtroppo- paga un enorme tributo nella lotta contro la criminalità e nel diuturno contrasto della illegalità.

Ecco come ricostruì,allora, l'episodio della strage il disegnatore Walter Molino per la Domenica del Corriere

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05/12/2007

Totò,ilgrande

"Signorina (è l'intestazione autonoma della lettera)...

veniamo noi con questa mia addirvi, addirvi - una parola - che - uno che - scusate se sono poche ma settecentomila lire; a noi ci fanno specie che quest'anno - una parola - c'è stato una grande morìa delle vacche come voi ben sapete . : (adbondandis in adbondandum...)

Questa moneta servono acchè voi vi consolate dei dispiacere che avreta... avreta... (e già, è femmina) perchè (è aggettivo qualificativo) dovete lasciare nostro nipote che gli zii che siamo noi medesimo di persona vi mandano questo perchè il giovanotto è uno studente che studia, che si deve prendere una Laura, che deve tenere la testa al solito posto cioè ... sul collo . ;
Salutandovi indistintamente...i fratelli Caponi (che siamo noi)"

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03/12/2007

Naro, Provinz von Agrigento auf Sizilien

Die Gemeinde Naro gehört zur Provinz von Agrigento. Das Dorf besitzt 9742 Einwohner und hat eine Fläche von ca. 20751 Hektar bei einer Bevölkerungsdichte von 47 Einwohner pro Quadratkilometer. Naro befindet sich östlich von Agrigent in einer hügeligen Landschaft bei einer Höhe von 520 Metern über dem Meeresspiegel.

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02/12/2007

L'Italia da fuori

c071367776872087bd4e3d765ab9cefd.jpgSciopero dei trasporti.Si sono fermati aerei, treni, traghetti e mezzi pubblici in genere con modalità e periodi di tempo differenti. Si dice siano state salvaguardate almeno le fasce orarie di garanzia, cioè quelle in cui si spostano studenti e pendolari, ma i disagi sono comunque notevoli.
Lo sciopero generale indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasport ha avuto adesioni con punte superiori all’80%.
In Sicilia la situazione più grave, dove hanno incrociato le braccia l’85% degli addetti ai trasporti, in alcuni casi arrivando al 100%.
Il servizio dello Stretto è stato bloccato completamente, ma anche il nord è stato vittima di analoghi disagi.
Milano ha dovuto rinunciare alla metropolitana, 205 voli cancellati fra Linate e Malpensa e nessun treno delle Ferrovie Nord in circolazione anche se i dati riguardanti le adesioni riflettono una situazione più distesa visto che solo la metà del settore si è fermato.
Situazione analoga a Torino dove a fermarsi sono stati i mezzi pubblici provocando una grossa congestione del traffico cittadino.
Il centro Italia non fa eccezione, 90% di adesioni a Bologna, 72% a Roma, che ha inoltre subito la cancellazione di molti voli in un aeroporto di Fiumicino quasi deserto.
E’ invece "raffreddata" ,tranne qualche eccezione, la protesta dei taxisti a seguito della decisione del Sindaco Veltroni di concedere nuove licenze.
Ovvi, per gli italiani stanziali e per i turisti, i disagi derivanti delle proteste.
Ma come "vedono" dall'estero tali manifestazioni? Se lo è chiesto NIP (stampa italiana all'estero) che ha raccolto una carrellata sintetica di opinioni in proposito.
Meinrado Robbiani, Segretario cantonale dell’Organizzazione Cristiano Sociale Ticinese, un sindacato svizzero, ha spiegato a News ITALIA PRESS che “questi scioperi non sorprendono molto. Non è la prima volta che accadono, anzi direi che è un modo abbastanza abituale che avete in Italia di affrontare la conflittualità fra datori di lavoro e dipendenti, sicuramente diversa dalla modalità vigente in Svizzera. Comunque non penso di poter dare un giudizio a riguardo, si parla di due realtà molto diverse, con storia, cultura e abitudini differenti e quindi un diverso modo di affrontare anche i problemi sindacali”.

Giovanni La Perla, giornalista della rivista francese “Focus”, bimestrale dedicato agli Italiani d’oltralpe, ha affermato a News ITALIA PRESS che “la Francia non è poi tanto dissimile all’Italia ed i fatti di questi ultimi giorni lo dimostrano. Non c’è nemmeno una legge che limiti il diritto di sciopero nel pubblico impiego e che garantisca un servizio minimo, quindi, quando avvengono le proteste, i disagi sono molto pesanti anche in questo paese. Certo non è un’immagine positiva quella che arriva dall’Italia. Qui poi vi è la tendenza a parlare del nostro paese solamente quando avvengono fatti come questo, le informazioni arrivano poco. Anche gli Italiani emigrati si devono rivolgere a riviste e giornali fatti da altri emigrati per avere notizie del loro paese se no le uniche informazioni che riescono ad ottenere riguardano i fatti negativi che accadono in Italia. Comunque penso che siano abbastanza solidali con i manifestanti essendo anch'essi lavoratori come loro”.

Infine News ITALIA PRESS ha sentito un Italiano residente in Germania. Tommaso Conte, presidente del bimestrale "La Nuova Linea" ha sostenuto che “questi fatti in realtà non danno un’immagine negativa del nostro Governo. Si sa che questa è una caratteristica italiana, che le cose funzionano così. E’ proprio una mentalità diversa rispetto alla Germania, anche qui c’è stata una lunga trattativa fra i ferrotranviari e le aziende di trasporti senza che si riuscisse a trovare un accordo, ma al massimo si è arrivati a 48 ore di sciopero, dopo di chè il Governo è intervenuto per mediare. La differenza fra Italia e Germania la si sente in ogni aspetto, non solo nella diversa conduzione delle lotte sindacali. Si può dire che Roma sia indietro di circa 20 anni in quasi tutti i settori, a parte forse il design e qualche altra eccezione. Si può fare l’esempio della sanità, dei trasporti e di molti altri. Qui tutto funziona meglio, ma spesso costa anche molto di più e gli stessi salari sono più alti. E’ proprio il sistema paese ad essere ad un livello superiore rispetto quello italiano”.

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