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31/01/2008

"Carnilivari"

 d1f27ff6a89389ba941f228e9f896425.jpgChi frequenta i centri vicini a Naro sente già nell'aria che si è in piena atmosfera carnascialesca.

Canicattì,Ravanusa, Castrofilippo,Sciacca etc. etc. si preparano alla kermesse che, per qualche giorno, farà impazire ed impazzare tante persone,alla ricerca dell'arca...perduta.

Un tempo, anche  a Naro si respirava l'aria allegra e spensierata del carnevale.

Affondo nei miei ricordi e rivedo tante persone, ragazzi ed adulti, preparare "i vestiti di carnevale, strani,colorati, pazzeschi con i quali si usciva in maschera per le strade, in cerca di "case dove s'abballa..."

Seguivàmo il suono dei grammofoni, delle fonovaligie, dei nuovi giradischi del tempo,delle risate, dei "prosita", dei battimani fortissimi.

Nei casi piu' fortunati, in prossimità della casa  dove si consentiva di accedere e ballare, si trovavano alcune "lampadine" all'esterno, a mo' di insegna, muta ma eloquente,cosi' come si faceva per le "nozze".

"U scrusciu" equivaleva ad invito ad entrare in maschera in quella casa, ballare, assaggiare i dolcini id casa, gustare "u rosoliu finu e buonu", salutare ed uscire alla ricerca di analogo sito.

Talvolta finiva "a corda" alla "macchina parlante" oppure c'era da cambiare la "puntina" per cui il buon padrone di casa,moderno e tecnologico, si appressava al marchingegno sulquale solo lui poteva metter mani e ricaricava l'ordigno; la musica ripartiva a strascico e noi ragazzi la seguivamo  anche nella ripresa lenta.

aa5123ef832fbb38c7bf9dff51ca29ca.jpgTanghi,valzer,mazurche,tarantelle, foxtrot eranoi balli di allora.

Non era ancora arrivato il "twist" al tempo del mio ricordo ed anche le danze erano castigate e semplici.

Le stars del momento erano il Quartetto Cetra,  Villa,Tajoli e via discorrendo.

"La postina della Val Gardena,bacia bacia con la luna piena... "

Viva i pompieri di Viggiù,che quando passano, i cuori infiammano..."

"Arrivano i Nostri a cavallo di un caval..." 

Si impazziva per "Agrigento fox", per "Binario", "Granada".

Poi fu il twist e quei brani - di colpo-divennero "matusa".

I Beatles,Celentano, la Pavone, (tanto per citarne alcuni) spazzarono tutti senza pietà.

Don't let me down,24 mila baci,w la pappa col pomodoro,andavano alla grande.

Qualcuno avrà già fatto il calcolo ovvio della mia età.

49c17f34e474aa16839ece99f4cac4c8.pngNon so dire con precisione quale fosse il "vestito" utilizzato ma, da una vecchia foto,intravvedo un

grande mantello trapuntato ai bordi, mascherina,maglia tipica e pantaloni ad hoc "medievali" (e ti pareva...!).

Piano piano  ogni tradizionale rito di "carnilivari" si è perso del tutto a Naro.

Per la verità,nei primi anni 80,Sindaco Vincenzo Fontana,si provò a metter sù una corale

rappresentazione, prodromica di quelle che oggi si vedono nei paesi vicini, ma l'iniziativa, in

seguito, non fu ripetuta.

Altri valori, ricordi,tradizioni,costumi, dispersi dalla polvere del tempo che,impietosa, sta

seppellendo Naro in un effluvio di soli dolici,ma dolorosi, ricordi.

Forse, con il tempo, i naresi hanno preso consapevolezza che qui' c'è poco da ridere.

16:20 Scritto in DeNARO | Link permanente | Commenti (0) | Manda

28/01/2008

Quando si dice...

Singolare coincidenza (perchè di questo,crediamo si tratta).
Dopo il post sul tronco in strada, magicamente gli addetti hanno rimosso l'ingombro.
Ne diamo  doverosamente atto.
Meglio tardi,ma ancora meglio...prima! 

 
 
 

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27/01/2008

Questione di feeling...

La bravissima Mina non c'entra per niente con il tema del Ns.post;abbiamo solo preso in prestito il titolo del brano musicale che la"tigre" annovera nel suo fantastico repertorio perchè meglio esprime l'esatto contrario dell'attenzione,cura ed interesse con cui responsabili (si fa per dire) del patrimonio pubblico e addetti alla sicurezza stradale dovrebbero porre nell'esercizio delle funzioni loro demandate.

Prima delle feste dell'ultimo Natale una "tre giorni" di intemperie impazzo' su Naro creando problemi di ogni tipo alla viabilità,alle abitazioni,ai naresi.

Tra le tante conseguenze del maltempo vi furono: il fango (ormai consolidatosi,ma pronto a scioglersi ad ogni piovasco) che s'è depositato sulla strada comunale di raccordo tra la Naro-Cstrofilippo e la Naro-Canicattì (di recente fattura e molto comoda e trafficata da chi da un versante deve spostarsi all'altro senza fare lunghi giri) ed una serie di detriti,misti a vecchi tronchi d'albero,caduti all'ingresso di Naro,lato via agrigento a valle.

Per il fango sul raccordino non mi illudevo sulla pronta rimozione; strade comunali extraurbane in totale stato di abbandono non sono una novità (putroppo) anche se la sicurezza non distingue il tipo di strada ed è obbligatoria sempre.

Quanto ai tronchi d'albero e detriti che lambiscono l'inizio dell carreggiata,invece, pensavo ragionevolmente che con tutti "gli stabilizzati" comunali di recente nomina, la gran mole di dipendenti civici e la pericolosità della situazione, ci fosse qualcuno che avesse 3 minuti per rimuoverli, 2 per caricarli su un mezzo di trasporto,passata la sfuriata meteoreologica.

Voi dove pensate siano ancora fango, tronco e detriti?

 

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21/01/2008

Squarci di storia

Nel 1282 dovendo portare in Calabria la guerra contro Carlo D’Angiò, il re Pietro, che era sbarcato a Marsala il 30.08.1282 ed era stato incoronato a Palermo il 04.09.1282 re di Sicilia, chiede un certo numero di arcieri alle città. Naro ne invia 70, Licata 86, Agrigento 100.

Nello stesso anno i cittadini di Naro, invadono il territorio di Licata, e devastano i campi e le case, razziando ogni cosa.
I cittadini di Licata, guidati da Palmerio Di Caro, muovono contro i Naresi e in luogo distante nove miglia di Licata, che ancora si chiama “Sconfitta” tra Campobello e Licata, in ricordo dell’accaduto, affrontano gli assalitori ma dopo una strenua battaglia, si ritirano. Il Palmerio rimane ucciso.

(U.Bella)

 

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19/01/2008

Cara cultura

 

ENCICLOPEDIADELLASICILIA

L’Enciclopedia della Sicilia nasce da un progetto di Franco Maria Ricci, che ne ha curato anche l’aspetto grafico, e viene portata a compimento in due anni da una redazione virtuale diretta da Caterina Napoleone e formata da oltre 200 collaboratori sparsi nell’isola e nel continente, ognuno esperto in una tematica siciliana; persone di valore, dalla scrittura elegante come solo i siciliani colti sanno avere, inclini a mettere in luce le curiosità e le stravaganze della loro terra.

Si è conclusa così un’impresa editoriale mai prima tentata; un solo, imponente volume di mille pagine racchiude in sè la sintesi più vasta e insieme più esauriente di un’isola che è in realtà un vero compendio della civiltà mediterranea.

Sfilano in queste pagine ampiamente illustrate tutti gli aspetti della Sicilia, i più famosi e i più segreti, i più curiosi e i più inattesi, in un mosaico variopinto e multiforme: le città e i borghi, i vulcani e le isole minori, la gastronomia e i miti,
le tradizioni popolari e la sapienza artigianale, il papiro e la manna, i musicisti e i pittori, la poesia e la leggenda, le istituzioni di oggi e del passato, i tiranni delle città greche e gli emiri arabi, i sovrani normanni e i viceré spagnoli, gli inquisitori e i briganti. E ancora i santi e gli imprenditori, le grandi famiglie dell’aristocrazia e gli ordini religiosi, i visitatori stranieri, da Platone a Goethe, gli scrittori che ne hanno fatto un vivaio letterario, da Ciullo d’Alcamo a Sciascia, e i registi che ne hanno diffuso la leggenda sugli schermi di tutto il mondo.

Un’opera straordinaria che resterà nella storia della cultura siciliana. Uno strumento unico nel suo genere per conoscere, capire e amare la Sicilia che non dovrebbe mancare in nessuna famiglia, specialmente se con ragazzi in età di studio.
1048 pagine
4000 lemmi
500 illustrazioni a colori
220 autori
Prezzo di copertina € 200
 
Il difetto? Il prezzo,troppo alto

06:35 Scritto in DINTORNI | Link permanente | Commenti (3) | Manda

L'isola che non c'è

Fra Pantelleria e Sciacca nel 1831, spuntò un’Isola vulcanica che, dalla sua nascita alla sua scomparsa, poté essere seguita e studiata dai più illustri scienziati dell’epoca.
Il 28 giugno 1831 si cominciarono ad avvertire a Sciacca ripetute scosse di terremoto (avvertite anche a Palermo) che durarono fino al 10 luglio e produssero lesioni in alcune case. Il mare, nel tratto nel quale doveva sorgere la nuova isola, fu violentemente agitato, come asserì il capitano Pulteney Malcon il quale vi passò col suo bastimento.  Il 4 luglio si avvertì odore di idrogeno solforato proveniente dal mare, in quantità tale da annerire gli oggetti d'argento.
Il 13 luglio, si vide nettamente dalla piazza di S. Domenico, sempre di Sciacca una colonna di fumo, alla distanza di circa 30 miglia, nel luogo detto: « secca di mare ». Si pensò ad un piroscafo di passaggio; poi, data la persistenza del fumo, ad un piroscafo in fiamme. In quello stesso giorno il capitano Francesco Trafiletti. Comandante del brigantino Gustavo, proveniente da Malta, riferì che a 30 miglia da Capo S. Marco aveva notato un ribollimento delle acque che aveva creduto effetto dell’ agitarsi e del dibattersi di grossi cetacei. La colonna di fumo, il ribollimento delle acque ed i boati furono notati dal 13 al 15 luglio anche dal capitano Mario Provenzano, comandante la bombardiera Madonna delle Grazie, che faceva rotta per Malta. Due giorni dopo il capitano Corrao di Sciacca ed i marinai che tornavano dalla pesca, passando da quel punto notarono gran quantità di pesci galleggianti, alcuni morti, altri tramortiti ed una colonna di fumo di circa 15 metri di altezza che si alzava impetuosamente dal mare, accompagnata da forti brontolii e dal gorgoglio delle acque circostanti. Dopo un paio di giorni cominciò l’eruzione di lapilli, di pomici. di tufi e di scorie infuocate che, cadendo roventi nel mare, ne determinavano uno spumeggiante stridore e si spingevano fino alla spiaggia di Sciacca. Il 17 luglio si era già formato un isolotto che cresceva rapidamente in dimensioni e in altezza.
La Deputazione sanitaria di Sciacca mandò sul posto una barca peschereccia comandata da Michele Fiorini, il quale piantò sulle falde del vulcano nascente un remo, come primo scopritore, e portò a Sciacca le prime notizie sulla nuova isola.Questa era sorta a 37°, 11’ di latitudine nord e 12°, 44’ di longitudine est da Greenwich, in una zona profonda 180 metri, sul banco detto « secca di mare » che fu poi chiamato banco Graham.
La notizia della nascita della nuova isola si sparse rapidamente; da Palermo fu inviata la real corvetta Etna, al comando del capitano di fregata Raffaele Cacàce; da Marsala partì un brigantino inglese con a bordo anche molti curiosi. I fenomeni eruttivi furono intensissimi dal 18 al 24 luglio, poi cessarono fino ad estinguersi nei primi di agosto, epoca in cui l’isola raggiunse il suo massimo sviluppo: 4800 metri di circonferenza e 63 metri di altezza massima.
Essa si presentava di forma circolare ed era irregolarmente alta; infatti dal lato di nord-est aveva la sua massima altezza, dal lato sud era alta appena m. 8,50 ed ancor meno dal lato ovest. Nel mezzo era un falso piano che nella parte nord comunicava col mare ed in esso si apriva il cratere della circonferenza di 184 metri, dove si aprivano due bocche eruttive, dalle quali venivano emessi ad intermittenza, i materiali vulcanici. L'eruzione durava da mezz'ora ad un'ora e poi riprendeva dopo qualche minuto, determinando così una deposizione a strati dei materiali eruttati. Cessata l'eruzione, le due bocche del cratere si riempirono di acqua marina che vi entrava da nord e si trasformarono così in due laghetti dove l'acqua mandava vapore fino alla altezza di qualche metro. Uno dei due laghetti aveva una circonferenza di venti metri ed una profondità di due l’acqua contenuta era di color giallo rossastro ed aveva sapore salino piccante; l'altro laghetto era più piccolo e l'acqua aveva color giallo e sapore sulfureo. L'analisi delle dette acque dimostrò trattarsi di acqua marina con sali ferrosi ed idrogeno solforato. L'eccezionale fenomeno geologico fu osservato e studiato da numerosi scienziati fra cui i tedeschi Hoffinann, Schultz e Philippi, gli inglesi Davy e Smyth, i francesi Jonville e Prévost. Fra gli italiani furono: Domenico Scinà (1765-1837) che pubblicò le sue osservazioni nelle « Effeméridi siciliane » (1832 - Vol. 2°) e Carlo Gemmellaro (1787-1866) professore di geologia e mineralogia nell'Università di Catania, il quale pubblicò una chiara e precisa relazione negli « Atti dell'Accademia Gioenia di Catania » (1831 - Vol. 8°). Molti furono i curiosi che si recarono a Sciacca per portarsi sulla nuova isola ed alcuni di essi ne hanno lasciato descrizioni in giornali e, riviste dell'epoca, specialmente gli stranieri. fra cui, in particolare modo, gli inglesi, due dei quali, malgrado il calore emanato dai materiali eruttivi, nei quali si affondava fino alla caviglia, con la classica flemma britannica, si sedettero a far colazione!
Gli inglesi ebbero una particolare predilezione per la nuova isola che si trovava sulla rotta per Malta. 
La Gazzetta di Malta del 10 agosto 1831 riferiva che il capitano Sanhouse, comandante del cutter Hind, il 2 agosto era sbarcato sulla isola e vi aveva piantato la bandiera inglese; un altro inglese, il 7 agosto partì da Sciacca con la barca di Domenico Cusumano, portando una bandiera inglese che avrebbe piantato nell'isola, ma vista la furia del vulcano, stimò più prudente starsene ad un miglio di distanza. All'isola furono dati sette nomi: Sciacca, Nertita, Corrao, Hotham, Giulia, Graham, Ferdinandea. La Società Reale e la Società di geologia di Londra adottarono il nome di Graham, uomo politico inglese che partecipò alle vicende della costituzione siciliana del 1812 e fu poi ministro degli interni quando furono aperte le lettere di Mazzini che, comunicate al governo borbonico, causarono la fucilazione dei fratelli Bandiera e dei loro animosi compagni. Il 17 agosto 1831 Ferdinando II di Borbone, allora regnante su Napoli e Sicilia, con atto sovrano includeva l'isola nel proprio regno e le dava il nome di Ferdinandea, proposto dal Gemmellaro.
Il 29 settembre il francese Derussat, che faceva parte della spedizione scientifica del prof. Prévost, issò la bandiera francese sulla parte più alta dell'isola, alla quale fu dato il nome di Giulia a ricordo della sua apparizione nel mese di luglio. Intanto la nuova isola, flagellata dalle onde, diminuiva progressivamente; quando la visitò il Prévost il suo perimetro era ridotto a 700 metri. Verso la fine di ottobre l'isola emergeva di circa un metro dal livello del mare ed il cratere era appena riconoscibile. L'8 dicembre il capitano Vincenzo Allotta, comandante del brigantino Achille, al posto dell'isola trovò una piccola colonna di acqua calda « con puzza di bitume ».
Il 17 dicembre due ufficiali dell'Ufficio topografico di Napoli, recatisi sul posto, trovarono che tutta l'isola era stata coperta dal mare. Nel gennaio dell'anno successivo (1832) il vice ammiraglio Hugon e il capitano Swinburne trovarono solo un bassofondo. Verso la fine del 1835 al posto dell'isola esisteva un piccolo monte subacqueo esteso per circa 1100 metri e la cui cima era a circa tre metri dalla superficie del mare, costituendo un pericolo per la navigazione. Il 12 agosto 1863 il cratere si riaprì ed in pochi giorni si formò una nuova isoletta che fu subito distrutta dalle onde marine.
Secondo gli ultimi rilievi fatti dall'Istituto Idrografico della Marina Militare (1925) dell'isola rimane, nella parte sud orientale del banco Graham, un cono vulcanico, la cui base ha la forma di un cerchio di circa 500 metri di diametro, alla quota di circa 25 metri sotto il livello marino.

06:30 Scritto in DINTORNI | Link permanente | Commenti (1) | Manda

Boh..!

Il ministro della "giustizia" indagato,a piede libero, per reati molto gravi si dimette (rimanendo parlamentare); si parla

di sacrificio, ottiene e chiede solidarietà.

Un presidente di un Consiglio regionale viene a sapere dalla tv di trovarsi in stato di "arresto" domiciliare. 

Un Governatore è condannato,in primo grado, per un reato contro l'amministrazione della giustizia e dichiara di voler

rimanere al suo posto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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18/01/2008

Ancor piu' isolata

Cresce l'isolamento socio-culturale della città. Apprendiamo che sono state soppresse ben quattro corse, gestite dalla SAIS che collegavano Naro ad Agrigento (9,30 e 15,15)  e tratto inverso Agrigento-Naro (8,30 e 18,00).

Il Sindaco Brandara  ha protestato “non possono essere trascurate le esigenze della comunità narese e del suo tessuto socio culturale ed economico, aperto al flusso di turisti e visitatori... Gli studenti naresi  frequentanti gli istituti scolastici professionali di Favara, hanno sollecitato il ripristino della corsa pomeridiana da Favara per Naro(corsa che partiva da Agrigento alle 18,00 e giunge alle 18,15 a Favara per poi ripartire alla volta di Naro), poiché sono impossibilitati a poter partecipare agli stages, ai corsi di formazione e a quelli di recupero che si tengono nel pomeriggio presso le sedi dell’ istituto alberghiero Gaspare Ambrosini  e dell’istituto professionale per l’industria e l’artigianato Guglielmo Marconi."

La gravità della situazione,comunque,permane nella sua interezza.

Il problema di fondo: il fatto è causa o effetto dell'isolamento progressivo locale?

Di certo lo inasprisce,lo aggrava.

Non saranno le corse dei bus che eviteranno il tracollo ma -di certo- conterrebbero molti disagi della comunità locale.

 

 

 

 

07:13 Scritto in DeNARO | Link permanente | Commenti (6) | Manda

Fantascienza...per Noi

Sempre da "oneadsl" 

Banda Larga in Sardegna in tutti i Comuni

La Regione Sardegna procede a passi forzati nell’obiettivo di abbattere il digital divide ed offrire copertura Adsl in banda larga a tutti i Comuni della Regione.

Il Presidente della Regione Sardegna, Renato Soru, e l’Assessore regionale degli Affari generali, Massimo Dadea hanno annunciato lo scorso quattordici gennaio l’ottimo andamento del progetto per il superamento del “digital divide” in Sardegna con l’obiettivo della copertura totale previsto entro la fine di quest’anno.

Il progetto, denominato Sics, ha visto la copertura raggiungere oltre centocinque Comuni su trecentosettantasette complessivi con un investimento di poco superiore ai sei milioni di euro. La restante parte dei Comuni sarà raggiunta entro la fine dell’anno con un investimento di ulteriori quattordici milioni di euro.

Per informazioni in merito si può consultare il documento reso disponibile dalla Regione Sardegna con le tappe, i progressi ed i costi del progetto.

Ci auguriamo che lo sforzo attuato dalla Regione Sardegna possa venir seguito da altre Regioni del nostro paese e che qualora mancassero le coperture finanziarie si possa procedere con investimenti anche privati.

Le cosi dette “autostrade informatiche” non sono che un ulteriore mezzo per far correre l’economia, mezzo dal quale oggi non si può più prescindere.

Il risvolto sociale di internet è stato messo in evidenza dagli Amministratori della Regione Sardegna fornendo centinai di biblioteche pubbliche con punti di accesso gratuito e dando le stesse opportunità anche a molte associazioni di volontariato.

00:40 Scritto in DINTORNI | Link permanente | Commenti (2) | Manda

17/01/2008

Banda.Ma che ci vuole?

Riporto,in tema; un altro attento post dell'ottimo stefano su oneadsl:

Non avere l’accesso veloce ad internet è come non avere il telefono, l’unione europea ritiene di fondamentale importanza l’accesso generalizzato alla banda larga per la crescita delle imprese e per lo sviluppo dei servizi pubblici di un paese, però sappiamo che in Italia molte zone anche vicine a grossi centri urbani o industriali non dispongono di accesso alla banda larga, figuriamoci quindi nelle zone rurali dove Telecom non trova conveniente l’investimento per portare banda larga a causa della scarsa densità abitativa.

Ma negli ultimi anni gli abitanti insieme ai comuni dei propri borghi si stanno muovendo verso il wireless per usufruire finalmente di servizi a banda larga, molti, infatti, hanno scelto questa tecnologia per disporre finalmente di una linea veloce.
Ma in che modo si copre una zona non coperta da banda larga con il wireless? Niente di più semplice: si crea una dorsale, cioè un collegamento radio (wireless) con una zona coperta dai servizi a banda larga e si trasmette quindi il segnale alla zona non coperta dove, tale segnale verrà captato dalle antenne degli utenti che così avranno finalmente una connessione decente, ma nello stesso tempo gli utenti che ricevono il segnale lo rimandano al borgo successivo. Attualmente in Italia sono moltissimi le società che forniscono questi servizi, al momento l’unica speranza per chi non potrà disporre di una linea veloce.

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16/01/2008

Aria di sagra

Vento di sagra che arriva già dai media con il solito rituale delle risorse insufficienti, i segnali di problemi finanziari e di difficoltà varie che,puntualmente, si affacciano nello scenario di ogni gennaio che prelude alla manifestazione annuale agrigentina. Le ultime notizie danno per superato ogni problema e sono rassicuranti circa il regolare svolgimento. Anche questo probabilmente è un modo per richiamare l'attenzione sull'evento che ogni anno riunisce nella città dei templi culture ed etnie di ogni parte del mondo. Nulla ovviamente ancora è dato sapere sui dettagli tecnici ma siamo convinti che le linee di programma non saranno dissimili da quelle degli anni passati. Staremo a vedere se si individueranno segnali innovativi, anche timidi, di propulsione artistica ed economica. Siete scettici? Anche noi,in verità.

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15/01/2008

"A chiuviddru"

Parlavamo del diavolo e gli spuntano le corna...

Proprio oggi, Palazzo Chigi ha reso noto che è entrato in vigore l'11.01.08 ma sarà operativo dal 1.3.08, il D.I. 30.09.07

con il quale si stabiliscono le nuove modalità per le comunicazioni obbligatorie on-line (assunzioni, trasformazioni,

proroghe e cessazioni dei rapporti di lavoro) da parte dei datori di lavoro, pubblici e privati.

Il dito sulla piaga per tanti operatori che ancora accedono alla rete in analogico.

Ancora una volta,un'altra "innovazione" basata sui "meglio serviti" senza considerazione alcuna per le realta' digitalmente divise.

Benedetto Cicerone.....! 

07:10 Scritto in DeNARO | Link permanente | Commenti (0) | Manda

14/01/2008

Larga sbandata

" Quo usque tandem abutere..."

 203cddcae02970c769cb3d4242663255.jpgCon queste violente parole il noto (tempo fà) Marco Tullio Cicerone diede piglio al suo incipit ex abrupto con la  prima delle orazioni Catilinarie, pronunciata di fronte al Senato romano l'8 novembre del 63 a.C. per denunciare Catilina, che ebbe la faccia tosta di presentarsi in senato dopo aver complottato contro Roma e aver tentato di far uccidere lo stesso Cicerone che, della stessa, era il più strenuo difensore.

Pigliando lo spunto da esse, potremmo oggi esternare tutto il Ns.disappunto verso chi ritarda l'attivazione dell'Adsl a Naro rendendo sempre piu' marcato il divario tra Nord e Sud i cui confini non si rinvengono piu' neanche in quel di Eboli, essendo stati socio-eco-culturalmente da tempo spostati ancora piu' "in alto".

"E' inutile pestare l'acqua nel mortaio....mi dice il mio barbiere che di cose della vita se ne intende..."

 E devo -obtorto collo- riconoscere che,forse  e senza forse, ha ragione.

"Che gliene frega ai politici siciliani  se c'è o meno l'adsl a Naro o a Camastra? Tantu sti strummenti su cosi moderni di

picciuttazza..."

Incasso il "picciuttazzu" immeritato (visto che anch'io utilizzo la rete) e cerco di fargli capire che sul punto si sbaglia.

 Se deve fare un pagamento allo Stato ed ha la partita iva deve usare l'effe23 telematico.

Se deve controllare gli esami del figlio all'università deve accedere alla rete.

Se deve vedere la graduatoria della figlia al Ministero deve usare internet.

Il cedolino dello stipendio del genero insegnante gli  arriva via internet.

Se devi acquistare qualcosa su ebay devi essere in rete. 

Gli esempi possono continuare per lungo tempo.

Non mi si dica che con l'analogico a 56k si possano seriamente utilizzare le risorse citate.

Già si aprirebbe un problema di sicurezza,ad esempio,nei pagamenti in rete visto il lungo tempo che l'analogico ti

costringe a restare per la lentezza.

 Altrove,come abbiamo tempo fà documentato, si sono trovate soluzione alternative ed altre si riesconoa trovarne;

basta impegnarsi,ma seriamente, per risolvere il problema.

Leggiamo spesso di  solleciti e diffide che il Comune di  Naro rivolge a Telecom che ha iniziato, ma ancora non finito,

l'attivazione della banda larga a Naro. Bene. Ma adesso ci vogliono anche i risultati.

Riportiamo un estratto dell'articolo apparso oggi su "oneadsl":

Per portare l’ADSL e la banda larga nei comuni e nelle frazioni della provincia di Pistoia dove oggi non è ancora presente, saranno destinati 2 milioni e 300 mila euro del fondo che l’Unione europea ha destinato alla regione Toscana per finanziare investimenti per abbattere il digital-divide.

La Telecom ha risposto ad alcuni cittadini della Valdibrana che in mancanza di un sostegno pubblico, non sarebbe stata in grado di effettuare tale investimento, e anche in questo caso come per altri è arrivata la risposta dello stato, in particolare dell’assessore Agostino Fragai. L’operatore che infatti si impegnerà a coprire un maggior numero di comuni e utenze, potrà beneficiare del finanziamento.

 

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11/01/2008

Quell'11 Gennaio...

Già in precedenza,esattamente un anno fà,con diversi post, abbiamo toccato l'argomento:

Per la ricorrenza religiosa si veda  sancaloriupicciulu. Per quel fatidico 11 Gennaio di rivolta, si consulti  rivolta    e

repubblica

  Stamane ,prima delle otto,alcune salve tipiche delle feste hanno riacceso la fiammella della memoria a quei naresi

che,nel 1945, erano in età di intendere e di volere.

68 anni fà i naresi facevano la loro "rivoluzione" che si sarebbe conclusa dopo qualche giorno tragicamente.

Molti ricordano questo giorno nefasto della storia narese e lo associano ad altra ricorrenza, non meno drammatica, che

affonda,però, le sue origini nella tradizione cattolica locale.

Ricorre ,infatti, pure l'11 Gennaio "San Caloriu pìcciulu", San Calogero "il piccolo".

Una processione (talvolta) quasi in sordina,qualche botto a salve,la messa al Santuario, sono gli unici elementi esteriori

che aiutano a far passare il testimone del ricordo ai giovani.

A  memoria di un fatto miracoloso attribuito al Santo nero che preservò la cittadina da una terribile calamità, si ricorda

oggi l'evento rinnovando la processione del "Patriarca" a sottolineare la devozione della città verso il Santo dei miracoli.

Tutti i naresi con qualche primavera dietro le spalle,vicini o lontani che siano, certamente rivolgeranno nellal giornata di

oggi un pensiero al loro "Santo", invocheranno un aiuto per i loro bisogni,ricorderanno il viso nero del "Bel Vecchio" e

della grotta esistente nella cripta del  Santuario.

Si sentiranno piu' vicini a Naro, sentiranno ul leggero brivido che attraversa la loro pelle.

E' come fare l'esame del dna naritano...

7395ac534f1eb8bb65802cace7781956.jpg

 

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03/01/2008

Anno nuovo,problemi vecchi...

Non so se vi siete accorti che da tempo queste pagine sono rimaste bianche.

Non per pigrizia o mancanza di volontà,solo per valutazione di opportunità tecniche.

Abbiamo deciso,fatte le dovute ponderazioni, di lasciare qui' valparadiso -almeno  per ora- nonostante i limiti gestionali del

piccolo blog.

Le statistiche rivelano transiti continui,sia pur rapportati al tipo di blog, ma ad essi non corrisponde una interattività

parallela dei visitatori.

Che dirvi? Ovviamente la causa di cio' è da ricercare nello scrivente che non riesce a "bucare" lo schermo con i suoi inutili

argomenti.

Cercherò di capire meglio come bypassare il problema.

Chi di voi -nelle recenti festività- è stao a Naro avrà notato come esse siano trascorse con il solito "tono" di lassismo e "vivi

e lascia vivere" tipico del luogo.

Se si eccettua qualche iniziativa in ambito pubblico (peraltro mal ripagata in termini di affluenza) anche quest'anno i

"locali"  non sono usciti dal solito guscio di lassismo.

Mia impressione?

 

07:05 Scritto in DeNARO | Link permanente | Commenti (0) | Manda