23/08/2008
Pronto...chi paga?
Il tema dello sperpero del denaro pubblico sta molto a cuore a Valparadiso che,stavolta, si insinua nelle pieghe dei costi dei cellulari dei vip politici d'oltre stretto.
Le notizie sullo spreco nel Comune di Napoli vanno oltre il limite del decoro.
Secondo l'ex assessore Donata Rizzo D'Abundo, lo scorso anno il Comune di Napoli ha pagato 600 mila euro per i cellulari.
Quest'anno la situazione non pare migliorata. In quattro mesi soltanto i 60 cellulari assegnati ai consiglieri comunali hanno consumato 57 mila euro di telefonate: una cifra sorprendente. Sindaco e assessori - che si ritiene abbiano una quantità maggiore di conversazioni legate al loro incarico - in due mesi ne hanno spesi soltanto 4.600, con una nota positiva alla sobrietà personale di Rosa Russo Iervolino, ferma a 203 euro.
C'è anche un olimpionico del telefonino:tale Russo del Pd che risulta avere fatto pagare 7.500 euro in due giorni: una cifra che non si riesce a spiegare e che l'interessato si è detto pronto a rimborsare.
Il record stagionale è di tl'altro Santoro di An: circa 9.000 euro di cellulare a carico del municipio in quattro mesi.
Leonardo Impegno (Pd) lo segue con 7983, terzo Umberto Minopoli (Fi) con 4387.
Ci sono anche casi 'normali' come quello di Paolucci (Pd) e Lanzotti (Udc) che restano sui 10 euro al mese.
La politica,come si vede, costa ma per fortuna... rende (a chi?).
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Il colmo dello spreco
Che la Sicilia,terra di Santi,santuzzi e processioni fosse anche l'isola delle allegre gestioni della cosa pubblica non è mai stato un mistero.
Ma che si potesse toccare l'incredibile... si fa' fatica a pensarlo.
Dopo diverse pressioni di Confindustria, pare che la Regione Sicilia stia per sciogliere il consiglio d'amministrazione dell'Ente porto di Messina. Un consiglio di amministrazione da guiness dei primati: ben 12 membri in un ente che -pensate un po'- ha un solo dipendente.
L'organo amministrativo, tra gettoni di presenza e indennità, comporta una spesa annua di 130 mila euro sui 225 mila stanziati dalla Regione, mentre altri 45 mila si 'canalizzano' in studi e consulenze.
Nonostante il nome, l'ente non si occupava del porto sullo Stretto ma di una zona franca istituita nel 1952 e mai realizzata: Ci sono voluti ben 56 anni di soldi buttati...a mare per accorgersi di uno dei tanti enti inutili.
Ma che importa?
Tanto i soldi vengono dai cittadini!
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04/08/2008
Camastra,già al lavoro Giunta e Consiglio
Il sindaco di Camastra, Giovanni Prato, ha completato la giunta municipale con la nomina di altri due assessori rispetto ai due già indicati in campagna elettorale ed, allo stesso modo, ha assegnato le deleghe.
Fanno parte della giunta: Gaetano Provenzani, dimessosi dal consiglio comunale (gli subentra Vincenzo Todaro) e Diego Schembri, che si aggiungono a Barbara Fazio e Calogero Zarbo.
Nel dettaglio,ecco le deleghe: Gaetano Provenzani vice sindaco e Lavori pubblici, Urbanistica, Patrimonio immobiliare, Relazioni sindacali con Rsu, Protezione civile, Polizia urbana, Ambiente, Rapporti con gli Ato e con il consiglio comunale. Calogero Zarbo ha avuto le deleghe allo Sport, turismo e spettacolo, villa comunale, verde pubblico, piscina, impianti sportivi. Diego Schembri si occuperà di sviluppo socio economico, attività produttive, commercio, artigianato, politiche agricole, igiene e sanità, servizi cimiteriali.
L'unica donna presente in giunta ha le deleghe alle Politiche sociali, pubblica istruzione, Servizi demografici, familiari, culturali, rapporti con la gioventù, servizi informatici e socio assistenziali.
Il consiglio comunale ha eletto presidente e vice. Domenico Casuccio è il nuovo presidente,mentre la vice presidenza del consiglio comunale è andata invece a Giuseppe Lentini, commercialista, che ha avuto i 7 voti dei consiglieri di maggioranza.
Buon lavoro!
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30/07/2008
L'appuntato Bartolotta
In ricordo dell'Appuntato Bartolotta di Castrofilippo
E' l'umano destino degli eroi semplici. Morire da innocenti nell'esercizio del proprio dovere,insieme ad altri piu' noti, e rimanere nell'ombra del ricordo dei Grandi.
L'appuntato dei Carabinieri Bartolotta svolgeva il suo servizio di scorta al giudice Roccho Chinnici, un magistrato coerente e coraggioso che svettava su tutti nella Palermo degli anni 70/80 per senso della legalità e rigore morale.
Se scorrete le tante pagine in rete sulla strage di Via Pipitone, trovate una mole di materiale, di rimandi a quasi tutte le vittime della strage; tutte sono citate, di molte v'è l'approfondimento, ma sull'appuntato Bartolotta nulla, a parte la citazione del nome e cognome; nessuna immagine tranne che sul sito del Comune di Castofilippo dove si è rinvenuta un'immagine ed alcune notizie riferite all'Appuntato Bartolotta la cui memoria viene ricordata con il conferimento di una borsa di studio per gli studenti.
Un gap ingiusto al quale,nel ns.piccolo, vogliamo rimediare ricordando la figura di questo carabiniere caduto,come tantissimi,nell'adempimento del suo dovere.
Torna ad onore del medagliere dell'Arma il conferimento all'Appuntato Bartolotta,nato a Castrofilippo il 3 marzo del 1935, della medaglia d'oro al valor civile.concessa con DPR del 31.08.1983 per i fatti del 29 luglio 83.
Eccone la motivazione:" Preposto al servizio di tutela a magistrato tenacemente impegnato nella lotta contro la criminalità organizzata, assolveva il proprio compito con alto senso del dovere e serena dedizione pur consapevole dei rischi personali connessi con la recrudescenza degli attentati contro rappresentanti dell'ordine giudiziario e delle Forze di Polizia. Barbaramente trucidato in un proditorio agguato,tesogli con efferata ferocia, sacrificava la vita a difesa dello Stato e delle istituzioni."
Quel 29 luglio 1983, venerdì, come tutte le mattine, il giudice Rocco Chinnici, Capo dell’Ufficio istruzione del Tribunale di Palermo,si è alzato molto presto, verso le cinque, per lavorare alle sue carte nello studio di casa sua in Via Federico Pipitone 59 a Palermo. Alle ore otto arrivano la sua auto blindata, un’alfetta beige guidata da Paparcuri, l’Alfasud dei Carabinieri della scorta, con a bordo il maresciallo Trapassi e l’appuntato Bartolotta ed una gazzella dei Carabinieri a rinforzao della scorta nel tragitto in cui il magistrato è più vulnerabile: dacasa all’ufficio. È un supporto ulteriore che Rocco Chinnici assegnatogli da qualche mese perchè sotto tiro, come fecavano presagire le minacce ricevute e l'uccisione di altri magistrati in Sicilia: nel 1979,a Palermo, Cesare Terranova, l’anno successivo sempre a Palermo, Gaetano Costa e in quello stesso, 1983, a Trapani, iangiacomo Ciaccio Montalto. Risuonano ancora le pariole di una delle sue ultime interviste "La cosa peggiore che possa accadere è essere ucciso.Io non ho paura della morte e, anche se cammino con la scorta, so benissimo che possono colpirmi in ogni momento. Spero che, se dovesse accadere, non succeda nulla agli uomini della mia scorta. Per un magistrato come me è normale considerarsi nel mirino delle cosche mafiose. Ma questo non impedisce né a me né agli altri giudici di continuare a lavorare".
La mattina del 29 luglio 1983 davanti al portone del palazzo di Via Pipitone 59 c’è posteggiata una Fiat 126,; alle 8,10 Chinnici saluta i familiari e scende la scale, saluta il portiere Stefano Li Sacchi, esce dal portone. In quel momento è azionato un comando a distanza e la 126 parcheggiata in zona esplode, imbottita di tritolo. La devastazione è terrificanet: le auto distrutte, l’asfalto divelto, le tubazioni dell’acqua esplose. Rocco Chinnici muore all’età di 58 anni; la sua speranza di non coinvolgere altre vite non si avvera: muore il portiere del palazzo, muoiono i carabinieri Trapassi e Bartolotta, l’autista Giovanni Paparcuri, privo di sensi ,è gravemente ferito ma si salverà. I feriti sono decine, anche all’interno delle abitazioni, tanto è stata violenta l’esplosione. Fu il primo omicidio eccellente compiuto con un’autobomba.
La commemorazione ufficiale della strage
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16/07/2008
L'appuntato Principato

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05/07/2008
San Caloriu di Giurgenti
Agrigento riserva a san Calogero solenni festeggiamenti nella prima settimana di luglio.
Iniziano dal giovedì con la benedizione, da parte del vescovo, della camicia bianca recante sul petto lo stemma del santo che indossano i portatori del simulacro, tale divisa viene chiamata pazienza.
Una tra le usanze più antiche consisteva nel fare il percorso da casa sino alla chiesa, anche a piedi scalzi, recitando mentalmente delle preghiere; ancora oggi si usa fare questo percorso, ma con ai piedi soltanto delle calze, il cosiddetto viaggio "ni piduni".
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04/07/2008
Camastra
Si è insediato il neo sindaco di Camastra Giovanni Prato che ha battuto, al primo turno nelle recenti elezioni amministrative, l'uscente Angelo Cascià.
Il Sindaco Prato ha proceduto alla convocazione del primo Consiglio comunale che si è tenuto il 3 luglio alle ore 19.00.
Ha presieduto la prima seduta il consigliere che ha riportato il maggior numero di voti alle amministrative, cioè Gaetano Provenzani, che nella scorsa legislatura era presidente del consiglio.
In questa nuova tornata amministrativa Provenzani svolgerà il ruolo di vice sindaco, quindi si dimetterà da consigliere. Confermati anche gli altri assessori designati in campagna elettorale: Calogero Zarbo, 44 anni, impiegato all'ufficio di collocamento di Camastra e Barbara Fazio, 39 anni, casalinga.
Novità in queste elezioni il numero ridotto di consiglieri comunali ed assessori.
Saranno 12 i consiglieri, 3 in meno rispetto alla legislatura precedente e 4 assessori, mentre prima erano 5.
A breve saranno nominati gli altri 2 assessori.

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02/07/2008
Sindaci dopo il ballottaggio
Conclusi gli scrutini per i ballottaggi nei 26 comuni siciliani interessati.
Una breve rassegna dell'esito nei tre comuni agrigentini interessati alla consultazione 'di recupero'.
A Ravanusa il neo sindaco è Armando Savarino, già all’Asl 1 di Agrigento e padre del deputato regionale Giusy Savarino. Il neosindaco, proposto dall’Udc e da una lista civica, ha raccolto il 53,40 per cento contro il 46,60 di Pdl, Mpa e Pd. style="font-family: Verdana">Ha battuto con il 53,4% di preferenze Mario Tricoli. Savarino era sostenuto da una lista civica e dall'Udc, mentre Tricoli era appoggiato da Pdl, Pd ed Mpa. Savarino era già stato sindaco di Ravanusa nel 2007. Lo scorso novembre la corte d'appello di Palermo confermando la sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Agrigento, lo aveva dichiarato decaduto dalla carica di sindaco. Secondo il collegio Savarino sarebbe stato ineleggibile in quando, come direttore sanitario dell'Asl di Agrigento, avrebbe dovuto dimettersi 180 giorni prima delle consultazioni elettorali.
A Licata con il 51.93% di preferenze ha vinto Angelo Graci di Alleanza Azzurra contro Angelo Balsamo, appoggiato anche lui
dal Pdl. Graci ha ottenuto una percentuale del 51,93 per cento, mentre il suo avversario – Angelo Balsamo, candidato dal Pdl e da quattro liste civiche – ha, invece, raggiunto il 48,07 per cento. L’insediamento si terrà nella sala consiliare del Palazzo comunale in cui finora ha amministrato il commissario straordinario Alfredo Caputo che è succeduto all’ex sindaco Angelo Biondi. Prima del ballottaggio, on erano bastati 7.579 voti (34,32%) ad Angelo Balsamo per battere gli altri sei candidati. Angelo Graci, puntando sull'effetto simpatia, si era attestato al 2 posto con 4.115 voti (18,64%). Sconfitti: Domenico Falzone 3.832 (17,35%), Carmelo Pullara 3.756 (17,01%), Calogero Damanti 1.065 (4,82%), Agostino Balsamo 952 (4,31%) e Giovanni Saito con 782 (3,54%).
A Menfi. Michele Botta (Udc, Pdl, Mpa e tre liste civiche) guiderà l’amministrazione comunale grazie ad una percentuale del 62,01 per cento che fa da contro-altare al 37,99 per cento di Vincenzo Lotà (Pd, Italia dei valori, Rifondazione comunista e due liste civiche di cui una, «Menfi vive», che al primo turno aveva candidato Enzo Buscemi).
Per completezza, diamo uno sguardo sintetico agli altri comuni siciliani:
Salemi: il nuovo primo cittadino è il noto critico d'arte Vittorio Sgarbi. Al ballottaggio Sgarbi è stato eletto con il 60,69% delle preferenze. Era appoggiato dall'Udc e da Democrazia Cristiana. Contro di lui in lizza Alberto Scuderi del Pd. Sgarbi ha subito dichiarato che Salemi salirà agli onori delle cronache grazie alla sua attività amministrativa.
Il nuovo primo cittadino di Modica, invece, è Antonino Buscema, appoggiato da Pd ed Mpa. Con il 65,75% delle preferenze ha battuto Giovanni Scucces, sostenuto da Pdl e Udc.
Partinico ha eletto con il 60,62% di voti Salvo Lo Biundo, candidato con liste civiche e appoggiato dall'Udc. Ha battuto Giuseppe Giordano del Pdl.
Il neo primo cittadino di Priolo Gargallo, con il 51,16% di preferenze è Antonello Rizza, appoggiato dal centrodestra che ha sconfitto Luigi Toppi, appoggiato dal centro sinistra.
Biagio Martorana è il nuovo sindaco di Paceco del Pd. COn il 51,42% delle preferenze ha battuto Vincenzo novara, candidato di Pdl, Udc ed Mpa.
Il primo cittadino di Menfi è, invece, Michele Botta sostenuto dal centro destra che con 62.01% di preferenze ha battuto il candidato del centrosinistra Vincenzo Lotà
Francesco Calanducci è invece il nuovo sindaco di Palagonia , eletto con il 50,17% delle preferenze, appoggiato da liste civiche, Udc ed Mpa. Ha battuto Gaetano Benincasa, sostenuto da Pd e Pdl.
Il neo sindaco di Scordia è Angelo Agnello, sostenuto dal Pdl e Italia dei Valori, con il 56,27% delle preferenze. Ha battuto Francesco Barchitta sostenuto dall'Udc e Mpa.
Il nuovo sindaco di Riposto è Sebastiano Spitaleri che con il 56,09% ha battuto Maria Di Guardo, candidata dal Pdl, Udc, Mpa e La Destra. Spitaleri era sostenuto da liste civiche e rifondazione comunista.
Domenico Rapisarda è il neo cittadino di Gravina di Catania, appoggiato dal Pdl e Democrazia cristiana ha battuto Maria Concetta Giuliano, sostenuta da Udc ed Mpa.
Mascali è stato eletto sindaco Filippo Monforte con il 52,85% delle preferenze. Era sostenuto da liste civiche, Pdl e Mpa. Ha battuto al ballottaggio Leonardo Cardillo, sostenuto da Udc e liste autonomiste.<
A Biancavilla è stato eletto sindaco Giuseppe Glorioso con il 67,72%, appoggiato Pd e Prc. Ha battuto al ballottaggio Salvuccio Furnari sostenuto dal Udc e liste autonomiste.
Il nuovo sindaco di Adrano è Giuseppe Ferrante, che ha ricevuto il 57,84% dei voti. Appoggiato da Pd, Udc e liste civiche, ha battuto Giovanni Bulla, sostenuto da Mpa e Pdl.
A Randazzo: Ernesto Alfonso Del Campo è il nuovo sindaco, eletto con il il 61,38% dei voti. Del Campo era appoggiato da liste civiche e Pdl. Ha battuto Michele Mangione sostenuto da Pd, Idv e liste civiche.
A Tremestieri Etneo il nuovo sindaco è Antonino Basile, sostenuto da Udc e Mpa, con il 62,01% dei voti. Ha battuto Lucia Di Mauro del Pdl.
Remo Palermo è il nuovo sindaco di San Gregorio. Appoggiato da liste civiche e Pd, ha vinto al ballottaggio con il 55,49% delle preferenze contro Paolo Capodicasa sostenuto da Udc, Mpa e liste civiche.
A Leonforte è stato eletto sindaco Giuseppe Bonanno, con il 53,65% dei voti, candidato del centrosinistra. Ha battuto al ballottaggio il candidato del centrodestra Ones Benintende.
A Piazza Armerina è stato eletto sindaco Fausto Carmelo Nigrelli sostenuto dal Pd, con il 50,35% delle preferenze. Ha battuto al ballottaggio Giuseppe Mattia, appoggiato da Udc ed Mpa.
A Capaci è stato eletto sindaco Benedetto Salvino, sostenuto da liste civiche di destra e sinistra ed Mpa, con il 50,49% dei voti. Ha battuto al ballottaggio Sebastiano Napoli, appoggiato da liste civiche e Udc.
Il neo sindaco di Riesi è Salvatore Buttigé, appoggiato dall'Udc che ha battuto, con il 57,78% dei voti, Vincenzo Giannone, sostenuto da Pdl, Pd ed Mpa.
A Troina è stato eletto sindaco Salvatore Carchiolo, appoggiato dal centrodestra e Udc, con il 56,06% dei voti. Ha battuto al ballottaggio Giuseppe Scorciapino, sostenuto dal centrosinistra.
Il neo primo cittadino di Augusta è Massimo Carrubba del Pd con il 50,88% dei voti . Ha battuto al ballottaggio Domenico Stella, appoggiato dal Pdl e dall'Udc.
A Giarre è stata eletta sindaco Concetta Sodano, sostenuta dal Pdl, Udc, Mpa e liste civiche, con il 56,56% dei voti. Ha battuto Salvo Vitale sostenuto da Prc e Pd. E' l'unica candidato sindaco donna eletta in questo ballottaggio
A Ventimiglia di Sicilia Andrea Pagano è stato eletto sindaco con il 51,74 %. Era sostenuto dalle liste civiche Alternativa e Rinnovamento e Pagano Sindaco. Ha battuto Andrea Mannina sostenuto da Unione Civica democratica.
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13/06/2008
Canicatti,traffico ridotto
Il Comune di Canicattì ha deciso di chiudere al traffico veicolare tutti i fine settimana a partire dal 21 giugno sino alla fine dell'anno, due zone nevralgiche della città a seguito dell'allarme inquinamento da "polvere sottili.
No ai veicoli nel viale Regina Margherita e in parte del viale della Vittoria, nei pressi della villa comunale.
Contestualmente l'ente pubblico emettera' apposito divieto di circolazione per tutti gli automezzi pesanti evitando che gli stessi possano transitare per il centro cittadino facendoli confluire obbligatoriamente per la nuova circonvallazione.
L'allarme inquinamento atmosferico – ha detto l'assessore al ramo- è diventato una realtà dopo i dati che ci sono pervenuti dalla rilevazione effettuata dalle centraline che erano state installate nei mesi scorsi nei punti nevralgici della città. Dati che hanno consigliato all'Amministrazione comunale di correre immediatamente ai ripari e per questo motivo sono state adottate queste precauzioni. Per due giorni alla settimana a partire dal 21 giugno chiuderemo totalmente al traffico viale Regina Margherita e parte del viale della Vittoria dove ci giungono dati allarmanti sulla presenza di polveri sottili nell'aria. Inoltre – ha concluso l'assessore Guarneri – abbiamo già chiesto all'Asl di Canicattì di fornirci i dati per quanto riguarda i malati oncologici. Secondo, indiscrezioni, abbiamo avuto notizia di un aumento in città delle malattie tumorali provocate presumibilmente dalla cattiva qualità dell'aria che respiriamo.
07:34 Scritto in DINTORNI | Link permanente | Commenti (0) | Manda
10/05/2008
Il giro d'Italia a Canicattì
| 2° tappa: Cefalù - Agrigento 207 km |
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| Cefalù è la sede di partenza della prima frazione in linea della corsa rosa. E’ un inedito per le sedi di tappa della storia centenaria del Giro questo splendido centro che sorge su un’altura dominata da un imponente costone roccioso con i resti di un tempio. La presenza del Giro vuole costituire anche un omaggio a Cefalù colpita da gravi e dolosi incendi boschivi nella scorsa estate. Si trova a circa 70 chilometri da Palermo, verso Messina, nel parco delle Madonie. E’ una delle maggiori perle turistiche della Sicilia con la lunga e dolce spiaggia contornata di verde. La cattedrale normanna voluta da Ruggero II nel 1131, al centro del caratteristico e fitto abitato, presenta il sagrato a terrazzo, chiuso da una cancellata, con la bella facciata fra due torri. All’interno meravigliosi mosaici bizantini in fondo oro con scritte in greco e in latino. Cefalù conserva anche un dipinto di Antonello da Messina nel Museo Mandralisca. Di rilievo anche l’attività della pesca. Il profilo altimetrico di questa prima tappa in linea è assai mosso, del tipo vallonato. L’intera tappa è denominata “Montante-Camilleri” con il traguardo volante posto proprio di fronte all’abitazione dove soggiornò lo scrittore. Si raggiunge la provincia di Agrigento per Canicattì, Castrofilippo, Favara e quindi la città dei templi. Il finale prevede un giro del medesimo circuito dei campionati del mondo 1994 dove conquistò l’iride, sullo stesso traguardo, il francese Luc Leblanc davanti a Claudio Chiappucci e Richard Virenque. In tema di precedenti il Giro d’Italia in passato ha qui fissato il traguardo nel 1965 con la vittoria di Guiro Carlesi, nel 1982 Moreno Argentin e nel 1993 con Bjarne Riis. Agrigento, con la sua storia millenaria, del centro e del territorio circostante, raggruppa peculiari motivi d’interesse storico, culturale ed archeologico che la connotano in modo speciale, con singolare e specifico rilievo attraverso le stratificazioni storiche di varie epoche. D’interesse universale è la famosa “valle dei templi” con i resti dei templi della Concordia, di Castore e Polluce, di Giove ed altri ancora. E’ agrigentino il grande Luigi Pirandello, premio Nobel per la letteratura. Agrigento ha tenuto a battesimo anche la partenza del Giro d’Italia 1999 con la Agrigento-Modica vinta da Ivan Quaranta.Marco Chiucchi |
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18/04/2008
La vittoria di Conone...
Dopo che il re giudicò Tissaferne e ordinò di perseguitare gli Spartani con una guerra, affidò a Canone di scegliere chi volesse per amministrare il denaro. Conone sostenne che questa scelta non spettava a lui, ma al re stesso che doveva conoscere i suoi molto bene e lo persuase ad affidare l'incarico a Farnabazo. Di qui dopo essere stato coperto di grandi doni, fù mandato verso il mare ad ordinare ai Ciprioti,ai Fenici e alle altre popolazioni marittime di provvedere alle navi da guerra ed allestire la flotta, con l'aiuto di Farnabazo, così come aveva voluto egli stesso.
Quando cio fù annunciato agli Spartani, amministrarono non senza cura la faccenda, poiché ritenevano che una grande guerra si avvicinasse. Infatti vedevano che un comandante forte e saggio, che non potevano superare né per saggezza né per mezzi, stava per essere a capo delle truppe del re e combattere con loro. Con questa convizione allestirono una flotta poderosa e, con Pisandro al comando, si misero in marcia. Conone, assalito presso Cnido, mise in fuga questi con una grande battaglia. E con questa vittoria, non solo Atene, ma anche l'intera Grecia, che era stata sotto il potere degli Spartani, fù liberata. Conone andò ad Atene e si occupò della necessità di ricostruire le mura abbattute da Lisandro e donò ai suoi concittadini 50 talenti che aveva ricevuto da Farnabazo.
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15/04/2008
Sbirciatine provvisorie
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07/04/2008
Ma quanto mi costi?
Fra le tante cose che si possono fare per ridurre i costi della politica vi è quella che prevede la riduzione degli assessori nelle giunte comunali e provinciali. Il legislatore, per la verità, già al tempo in cui varò l’elezione diretta del Sindaco, si pose il problema dell’assessore, considerandolo un semplice collaboratore da nominare su base fiduciaria. Una sorta di tecnico che avrebbe dovuto aiutare il sindaco, unico responsabile politico di fronte agli elettori che lo hanno suffragato direttamente. Ma dopo i primi anni di sperimentazione i partiti politici, ripresisi dopo le bordate di tangentopoli, hanno rimesso le mani nella gestione della cosa pubblica locale, designando assessori con chiare connotazioni partitiche e con altrettanto chiare deficienze professionali. Ciò nonostante, la figura dell’assessore è rimasta ingombrante e sconsiderata dalle normative che nel tempo si sono occupate di enti locali. Vi siete mai chiesti perché gli assessori non firmano nulla?
Semplice, perché non hanno alcun motivo di esistere se non in forma collegiale (cioè sottoforma di giunta). L’assessore è infatti “stritolato” dal Dirigente, a cui la legge demanda la gestione amministrativa dell’Ente, e dal sindaco, che oltre ad avere la legittimazione politica, firma una serie di atti di esclusiva competenza monocratica. Nemmeno è ipotizzabile che il sindaco possa delegare proprie competenze all’assessore. L’istituto della delega era, infatti, presente nell’ordinamento locale prima della riforma della legge 142/90, che non lo ha mai disciplinato. In quel sistema, la delega era legittima, perché la legge la prevedeva espressamente. Nell’attuale ordinamento, deleghe del sindaco agli assessori appaiono del tutto difformi al sistema di assestamento delle competenze degli organi di governo locali, introdotto dalla legge 81/93 (in Sicilia L.r. n.7/92) e confluito nel Testo Unico. La legge 81/93 ha, infatti modificato in modo rilevante i ruoli ed i reciproci rapporti tra sindaco, giunta ed assessori. D’altra parte, all’abrogazione definitiva delle norme antecedenti alla legge 142/90 che ammettevano la delega tra organi di governo locale, non ha mai fatto seguito la reintroduzione del potere di delega. Anzi, nel disegno di legge che poi condusse alla legge 81/93 era stata inizialmente inserita la delega del sindaco all’assessore, per poi essere espunta.
Pertanto, una riduzione, anche traumatica, del numero degli assessori, non solo non darebbe all’occhio, ma risulterebbe salutare per le casse pubbliche del nostro Paese.
Massimo Greco (liberamente)
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29/03/2008
Agrigento,ergastoli in Assise
La corte d'assise di Agrigento, presieduta dal Dr. Luigi D’Angelo, ha inflitto cinque ergastoli ad altrettanti boss mafiosi agrigentini accusati di diversi omicidi commessi nell'ambito della guerra tra Stidda e Cosa nostra che insaguinò la provincia di Agrigento a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta.
Sono stati condannati al carcere a vita Giuseppe Brancato, 48 anni, di Canicatti', Calogero Castronovo, 57 anni, di Agrigento, Salvatore Fragapane, 51 anni, di Santa Elisabetta, Giuseppe Putrone, 49 anni, di Porto Empedocle, fratello dell'ex superlatitante Luigi e Filippo Sciara, 42 anni, di Agrigento. Prosciolto invece Giuseppe Fanara, 50 anni, di Favara.
La procura distrettuale antimafia di Palermo aveva chiesto la condanna all'ergastolo per tutti e sei gli imputati accusati di nove omicidi tra cui quello dell'ex presidente dell'Akragas calcio Gaetano Russello e quelli di Giuseppe Buscemi, Alfonso La Mendola, Giovanni Lumia, Salvatore Lupo, Francesco Lupo, Bruno Maurizio Gallea, Giovanni Gallea e Giuseppe Mallia.
Nelle fasi preliminari c'era un settimo imputato, il collaboratore di giustizia Giulio Albanese, 52 anni, di Porto Empedocle che e' stato gia' condannato con il rito abbreviato a 2 anni e 8 mesi di reclusione.
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12/03/2008
Il piccolo Nicolas
Domenica prossima, 16 marzo, dovrbbe rientrare a Canicattì il piccolo Nicolas, il bambino di 7 anni affetto da una rara malattia.
Nicolas da qualche giorno si trova ricoverato presso il centro specializzato di New York dove i medici lo stanno sottoponendo ad una serie di accertamenti prima di effettuare l'intervento chirurgico vero e proprio.
I medici statunitensi avrebbero anche ottimizzato la cura farmacologia che gli era stata prescritta in Italia.
Nicolas si trova negli Stati Uniti insieme ai suoi genitori Angelo ed Antonietta, mentre il fratellino è rimasto in città ospite degli zii. Intanto -si apprende- sino ad oggi sono già stati raccolti circa centomila euro ma appare ancora lontana la strada per arrivare alla somma di 300 mila euro, necessaria per l'intervento chirurgico.
Una riflessione per passare all'azione concreta. Un modo certamente coraggioso e diverso in coincidenza con la ricorrenza pasquale imminente.
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05/03/2008
"Pizzo free"
Sembra di scrivere argomenti riguardanti l'archeologia della civiltà ma, in alcune "lande" siciliane ancora si continua a parlare di pizzo come di un evento "naturale", di un costo fisso imprenditoriale del quale non si possa prescindere.
Inconcepibile ed assurda l'idea di dover pagare qualcosa a qualcuno contro la propria volontà in cambio di nulla -o meglio- per pagarsi l'incolumità personale o l'integrità patrimoniale.
Eppure la prepotenza della bestia umana arriva a concepire e realizzare siffatte condotte poste in essere dagli estortori che succhiano il sangue d'impresa utilizzando modi illegali.
Ecco perchè sono stati evidenziati come segnali importanti quelli posti in essere da taluni imprenditori,da Organi istituzionali, da associazioni, mirati tutti a sottolineare non solo l'antigiuridicità del pizzo ma la inattualità culturale di esso anche nella gattopardesca Sicilia.
Alimenta questa scia innovativa, caratterizzata dalla assoluta positività anche culturale, l'iniziativa dei giovani di "Addio pizzo" di Palermo che hanno tirato dal cilindro di idee geniali anche quella del negozio certificato come "pizzo free".
Dell'iniziativa si occupa anche un quotidiano nazionale in questa pagina.

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28/02/2008
Sicilia in controluce
Notizie in dolce-amaro riguardanti la Sicilia.
La prima viene da Confindustria Agrigento che ,in coerenza con la linea intrapresa di rfecente, ha deliberato la sospensione di alcuni imprenditori, perche' accusati di reati collegati alla mafia. La stessa associazione di categoria ha chiesto ed ottenuto, insieme a 6 imprenditori, di essere parte civile nel procedimento 'Marna' in corso di svolgimento davanti al Gup di Palermo, contro le cosche mafiose agrigentine che gestivano le estorsioni.
Si confermano in maniera eloquente e tangibile i segnali di cambiamento in positivo lanciati mesi fa dagli industriali agrigentini che indubbiamente si pongono in netta frattura con un passato "silente" da dimenticare.
L'altra notizia in controluce ci viene da Licata,città interessata da un "fulmine" della GdF che ha compiuto una indagine in tutt'Italia scoprendo che in un'officina delal città marinara agrigentina era in vendita una fiammante F360 a un prezzo d'occasione.
La GdF ha poi sequestrato altre 6 'finte rosse' in diverse citta' italiane, tra cui Trento, Asti, Casale Monferrato, Milano, Prato, Taranto e Crotone.
Stando ai primni esiti delle indagini, "l'affaire" prometteva bene ai suoi autori,bastava una carrozzeria da "rossa" preparata ad hoc, montata su una vecchia auto magari dal motore un po' tossicchiante e con una cifra compresa tra i 20.000 e i 50.000 euro potevi levarti lo sfizio di sedere su una "simul-ferrari"
Artigiani di oggettiva bravura dalla Sicilia facevano arrivare in tutta Italia, con il tam tam di Internet le false Ferrari; 15 persone sono state denunciate e sequestrate 21 false "rosse".
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23/02/2008
Il bello non è esser ricco tra i ricchi
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18/02/2008
Indici negativi
Altri significativi "primati" conquistati dalla ns.provincia,"honoris causa", per i recenti fatti,riportati dalla stampa.
-Violenza a Palma di Montechiaro
-Follia a Palma di Montechiaro
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17/02/2008
Non fare il...trentino
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16/02/2008
Voto estero
Protestano molti cittadini italiani residenti all’estero per il sistema di voto e la possibilità di essere rappresentati dei delegati eletti nelle circoscrizioni estere. Le critiche non arrivano da una specifica area, ma da diverse realtà economiche e sociali, dove le caratteristiche della comunità italiana sono profondamente differenti. Prima di tutto è stato sottolineato il caso della Germania, il Paese europeo che vede la maggiore presenza di emigrati italiani o di origine italiana, dal quale però non è stato eletto nessun candidato nè al Parlamento nè al Senato.
Secondo un ex candidato di uno schieramento politico di centro-destra “il motivo più plausibile perché non è stato eletto nessun candidato proveniente dalla Germania è che qui molte schede elettorali non sono arrivate. Particolarmente colpiti i Consolati di Colonia, Dortmund, Francoforte, ma anche altri. In realtà non è l’unico Paese in Europa dove queste schede non sono arrivate, ad esempio anche il Belgio è stato colpito dallo stesso fenomeno, ma evidentemente è stato quello più penalizzato da ciò”.
Un altro cittadino italiano residente in Belgio ha confermato che “le schede elettorali mancanti in Belgio sono state all’incirca 3.500.Le domande di modifica dell’attuale sistema arrivano anche da altre regioni.
Dall’Algeria, il presidente della scuola italiana ‘Roma’ e membro dell’Associazione Italiani nel Mondo di Algeri (A.I.E.) si è chiesta “perché dobbiamo lasciare che siano gli schieramenti politici ad imporci le persone che dovremo eleggere al Senato ed alla Camera? Perché non indicare noi a loro le persone che vorremmo a rappresentarci? Ho cercato di parlare con qualcuno di loro, hanno tentato di convincermi che la legge dei numeri è inesorabile. Sarà la mia antipatia atavica alla matematica, sarà che io voglio credere che Noi, noi elettori, abbiamo pure un cervello e vogliamo usarlo e quindi la passata esperienza qualcosa ci avrà pure insegnato, ma non mi hanno convinto”.
Una specifica lamentela è stata motivata per la mancanza di un vero candidato che rappresentasse gli Italiani presenti in Africa:Nella circoscrizione Asia, Africa, Oceania ed Antartide, sono stati eletti due residenti in Australia, non solo perché i numeri stanno li, ma anche e soprattutto perché Asia ed Africa non hanno saputo usare bene i loro voti.
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15/02/2008
Miti e leggende a Palermo
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19/01/2008
Cara cultura

Sfilano in queste pagine ampiamente illustrate tutti gli aspetti della Sicilia, i più famosi e i più segreti, i più curiosi e i più inattesi, in un mosaico variopinto e multiforme: le città e i borghi, i vulcani e le isole minori, la gastronomia e i miti,
le tradizioni popolari e la sapienza artigianale, il papiro e la manna, i musicisti e i pittori, la poesia e la leggenda, le istituzioni di oggi e del passato, i tiranni delle città greche e gli emiri arabi, i sovrani normanni e i viceré spagnoli, gli inquisitori e i briganti. E ancora i santi e gli imprenditori, le grandi famiglie dell’aristocrazia e gli ordini religiosi, i visitatori stranieri, da Platone a Goethe, gli scrittori che ne hanno fatto un vivaio letterario, da Ciullo d’Alcamo a Sciascia, e i registi che ne hanno diffuso la leggenda sugli schermi di tutto il mondo.
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L'isola che non c'è
Fra Pantelleria e Sciacca nel 1831, spuntò un’Isola vulcanica che, dalla sua nascita alla sua scomparsa, poté essere seguita e studiata dai più illustri scienziati dell’epoca.
Il 28 giugno 1831 si cominciarono ad avvertire a Sciacca ripetute scosse di terremoto (avvertite anche a Palermo) che durarono fino al 10 luglio e produssero lesioni in alcune case. Il mare, nel tratto nel quale doveva sorgere la nuova isola, fu violentemente agitato, come asserì il capitano Pulteney Malcon il quale vi passò col suo bastimento. Il 4 luglio si avvertì odore di idrogeno solforato proveniente dal mare, in quantità tale da annerire gli oggetti d'argento.
Il 13 luglio, si vide nettamente dalla piazza di S. Domenico, sempre di Sciacca una colonna di fumo, alla distanza di circa 30 miglia, nel luogo detto: « secca di mare ». Si pensò ad un piroscafo di passaggio; poi, data la persistenza del fumo, ad un piroscafo in fiamme. In quello stesso giorno il capitano Francesco Trafiletti. Comandante del brigantino Gustavo, proveniente da Malta, riferì che a 30 miglia da Capo S. Marco aveva notato un ribollimento delle acque che aveva creduto effetto dell’ agitarsi e del dibattersi di grossi cetacei. La colonna di fumo, il ribollimento delle acque ed i boati furono notati dal 13 al 15 luglio anche dal capitano Mario Provenzano, comandante la bombardiera Madonna delle Grazie, che faceva rotta per Malta. Due giorni dopo il capitano Corrao di Sciacca ed i marinai che tornavano dalla pesca, passando da quel punto notarono gran quantità di pesci galleggianti, alcuni morti, altri tramortiti ed una colonna di fumo di circa 15 metri di altezza che si alzava impetuosamente dal mare, accompagnata da forti brontolii e dal gorgoglio delle acque circostanti. Dopo un paio di giorni cominciò l’eruzione di lapilli, di pomici. di tufi e di scorie infuocate che, cadendo roventi nel mare, ne determinavano uno spumeggiante stridore e si spingevano fino alla spiaggia di Sciacca. Il 17 luglio si era già formato un isolotto che cresceva rapidamente in dimensioni e in altezza.
La Deputazione sanitaria di Sciacca mandò sul posto una barca peschereccia comandata da Michele Fiorini, il quale piantò sulle falde del vulcano nascente un remo, come primo scopritore, e portò a Sciacca le prime notizie sulla nuova isola.Questa era sorta a 37°, 11’ di latitudine nord e 12°, 44’ di longitudine est da Greenwich, in una zona profonda 180 metri, sul banco detto « secca di mare » che fu poi chiamato banco Graham.
La notizia della nascita della nuova isola si sparse rapidamente; da Palermo fu inviata la real corvetta Etna, al comando del capitano di fregata Raffaele Cacàce; da Marsala partì un brigantino inglese con a bordo anche molti curiosi. I fenomeni eruttivi furono intensissimi dal 18 al 24 luglio, poi cessarono fino ad estinguersi nei primi di agosto, epoca in cui l’isola raggiunse il suo massimo sviluppo: 4800 metri di circonferenza e 63 metri di altezza massima.
Essa si presentava di forma circolare ed era irregolarmente alta; infatti dal lato di nord-est aveva la sua massima altezza, dal lato sud era alta appena m. 8,50 ed ancor meno dal lato ovest. Nel mezzo era un falso piano che nella parte nord comunicava col mare ed in esso si apriva il cratere della circonferenza di 184 metri, dove si aprivano due bocche eruttive, dalle quali venivano emessi ad intermittenza, i materiali vulcanici. L'eruzione durava da mezz'ora ad un'ora e poi riprendeva dopo qualche minuto, determinando così una deposizione a strati dei materiali eruttati. Cessata l'eruzione, le due bocche del cratere si riempirono di acqua marina che vi entrava da nord e si trasformarono così in due laghetti dove l'acqua mandava vapore fino alla altezza di qualche metro. Uno dei due laghetti aveva una circonferenza di venti metri ed una profondità di due l’acqua contenuta era di color giallo rossastro ed aveva sapore salino piccante; l'altro laghetto era più piccolo e l'acqua aveva color giallo e sapore sulfureo. L'analisi delle dette acque dimostrò trattarsi di acqua marina con sali ferrosi ed idrogeno solforato. L'eccezionale fenomeno geologico fu osservato e studiato da numerosi scienziati fra cui i tedeschi Hoffinann, Schultz e Philippi, gli inglesi Davy e Smyth, i francesi Jonville e Prévost. Fra gli italiani furono: Domenico Scinà (1765-1837) che pubblicò le sue osservazioni nelle « Effeméridi siciliane » (1832 - Vol. 2°) e Carlo Gemmellaro (1787-1866) professore di geologia e mineralogia nell'Università di Catania, il quale pubblicò una chiara e precisa relazione negli « Atti dell'Accademia Gioenia di Catania » (1831 - Vol. 8°). Molti furono i curiosi che si recarono a Sciacca per portarsi sulla nuova isola ed alcuni di essi ne hanno lasciato descrizioni in giornali e, riviste dell'epoca, specialmente gli stranieri. fra cui, in particolare modo, gli inglesi, due dei quali, malgrado il calore emanato dai materiali eruttivi, nei quali si affondava fino alla caviglia, con la classica flemma britannica, si sedettero a far colazione!
Gli inglesi ebbero una particolare predilezione per la nuova isola che si trovava sulla rotta per Malta.
La Gazzetta di Malta del 10 agosto 1831 riferiva che il capitano Sanhouse, comandante del cutter Hind, il 2 agosto era sbarcato sulla isola e vi aveva piantato la bandiera inglese; un altro inglese, il 7 agosto partì da Sciacca con la barca di Domenico Cusumano, portando una bandiera inglese che avrebbe piantato nell'isola, ma vista la furia del vulcano, stimò più prudente starsene ad un miglio di distanza. All'isola furono dati sette nomi: Sciacca, Nertita, Corrao, Hotham, Giulia, Graham, Ferdinandea. La Società Reale e la Società di geologia di Londra adottarono il nome di Graham, uomo politico inglese che partecipò alle vicende della costituzione siciliana del 1812 e fu poi ministro degli interni quando furono aperte le lettere di Mazzini che, comunicate al governo borbonico, causarono la fucilazione dei fratelli Bandiera e dei loro animosi compagni. Il 17 agosto 1831 Ferdinando II di Borbone, allora regnante su Napoli e Sicilia, con atto sovrano includeva l'isola nel proprio regno e le dava il nome di Ferdinandea, proposto dal Gemmellaro.
Il 29 settembre il francese Derussat, che faceva parte della spedizione scientifica del prof. Prévost, issò la bandiera francese sulla parte più alta dell'isola, alla quale fu dato il nome di Giulia a ricordo della sua apparizione nel mese di luglio. Intanto la nuova isola, flagellata dalle onde, diminuiva progressivamente; quando la visitò il Prévost il suo perimetro era ridotto a 700 metri. Verso la fine di ottobre l'isola emergeva di circa un metro dal livello del mare ed il cratere era appena riconoscibile. L'8 dicembre il capitano Vincenzo Allotta, comandante del brigantino Achille, al posto dell'isola trovò una piccola colonna di acqua calda « con puzza di bitume ».
Il 17 dicembre due ufficiali dell'Ufficio topografico di Napoli, recatisi sul posto, trovarono che tutta l'isola era stata coperta dal mare. Nel gennaio dell'anno successivo (1832) il vice ammiraglio Hugon e il capitano Swinburne trovarono solo un bassofondo. Verso la fine del 1835 al posto dell'isola esisteva un piccolo monte subacqueo esteso per circa 1100 metri e la cui cima era a circa tre metri dalla superficie del mare, costituendo un pericolo per la navigazione. Il 12 agosto 1863 il cratere si riaprì ed in pochi giorni si formò una nuova isoletta che fu subito distrutta dalle onde marine.
Secondo gli ultimi rilievi fatti dall'Istituto Idrografico della Marina Militare (1925) dell'isola rimane, nella parte sud orientale del banco Graham, un cono vulcanico, la cui base ha la forma di un cerchio di circa 500 metri di diametro, alla quota di circa 25 metri sotto il livello marino.
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18/01/2008
Fantascienza...per Noi
Sempre da "oneadsl"
Banda Larga in Sardegna in tutti i Comuni
diLa Regione Sardegna procede a passi forzati nell’obiettivo di abbattere il digital divide ed offrire copertura Adsl in banda larga a tutti i Comuni della Regione.
Il Presidente della Regione Sardegna, Renato Soru, e l’Assessore regionale degli Affari generali, Massimo Dadea hanno annunciato lo scorso quattordici gennaio l’ottimo andamento del progetto per il superamento del “digital divide” in Sardegna con l’obiettivo della copertura totale previsto entro la fine di quest’anno.
Il progetto, denominato Sics, ha visto la copertura raggiungere oltre centocinque Comuni su trecentosettantasette complessivi con un investimento di poco superiore ai sei milioni di euro. La restante parte dei Comuni sarà raggiunta entro la fine dell’anno con un investimento di ulteriori quattordici milioni di euro.
Per informazioni in merito si può consultare il documento reso disponibile dalla Regione Sardegna con le tappe, i progressi ed i costi del progetto.
Ci auguriamo che lo sforzo attuato dalla Regione Sardegna possa venir seguito da altre Regioni del nostro paese e che qualora mancassero le coperture finanziarie si possa procedere con investimenti anche privati.
Le cosi dette “autostrade informatiche” non sono che un ulteriore mezzo per far correre l’economia, mezzo dal quale oggi non si può più prescindere.
Il risvolto sociale di internet è stato messo in evidenza dagli Amministratori della Regione Sardegna fornendo centinai di biblioteche pubbliche con punti di accesso gratuito e dando le stesse opportunità anche a molte associazioni di volontariato.
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16/01/2008
Aria di sagra
Vento di sagra che arriva già dai media con il solito rituale delle risorse insufficienti, i segnali di problemi finanziari e di difficoltà varie che,puntualmente, si affacciano nello scenario di ogni gennaio che prelude alla manifestazione annuale agrigentina. Le ultime notizie danno per superato ogni problema e sono rassicuranti circa il regolare svolgimento. Anche questo probabilmente è un modo per richiamare l'attenzione sull'evento che ogni anno riunisce nella città dei templi culture ed etnie di ogni parte del mondo. Nulla ovviamente ancora è dato sapere sui dettagli tecnici ma siamo convinti che le linee di programma non saranno dissimili da quelle degli anni passati. Staremo a vedere se si individueranno segnali innovativi, anche timidi, di propulsione artistica ed economica. Siete scettici? Anche noi,in verità.
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12/12/2007
A sud del sud
I giovani del Mezzogiorno continuano ad andare via dai luoghi natìi, emigrando al nord della stessa Italia o fuori dai ''confini geografici'' nazionali.
Una fuga forzata purtroppo, che ha costretto negli ultimi quattro anni 16 mila giovani, gran parte laureati, ad andar via perché ''a casa propria'' rimangono scarsi gli investimenti nella ricerca e si è registrato un calo occupazionale generalizzato.
Negli ultimi due anni gli occupati meridionali sono calati di 48 mila unità.
Mancano gli investimenti esteri, e rimane basso il reddito delle famiglie, 23 mila rispetto agli oltre 30 mila del Nord. Solo il 30,1 per cento degli investimenti Enel poi vanno al Sud, il 33,6 per cento delle Poste italiane, il 40,6 per cento dell'Eni e il 47,1 per cento dell'Anas.
Nel periodo 1996-2005, la spesa delle Ferrovie al Centro-Nord è cresciuta del 17,3 per cento.
Nel Mezzogiorno di appena il 5,7 per cento. Rimangono poco utilizzati i fondi europei, come le misure dedicate al trasporto ferroviario. A fronte di una spesa disponibilità finanziaria di 235 milioni di euro, secondo l'ultimo comitato di Sorveglianza, la spesa certificata ammonta ad appena 94 milioni di euro.
il Sud si spopola sia perché diminuisce il tasso di natalità sia perché aumenta quello del flusso emigratorio.
Il profilo dell'emigrante-tipo meridionale è oggi quello del giovane tra 25 e 29 anni, molto spesso laureato (16 mila unità), cui vanno sommate altre 63 mila nella fascia tra 20 e 24 anni.
Preoccupano anche i dati sull'abbandono scolastico nella fascia d'età fra 18 e 24 anni, con una media del 25,5 per cento nel Mezzogiorno, contro il
17,9 per cento nel Nord e il 14,4 per cento nel Centro.
Cala l'industria, a cominciare da quella manifatturiera.
Nel 2005 nel Centro-Nord c'erano 462.199 imprese manifatturiere (il 70 per cento di tutte quelle italiane) con 2.846.180 dipendenti (il 17 per cento della quota degli occupati) mentre nel Sud erano 177.855 con 891.396 occupati e in Sicilia appena 38.143 con 143.656 dipendenti (il 9 per cento degli occupati).
Sul fronte dell'occupazione ''il Mezzogiorno - si legge nel Rapporto annuale Svimez - evidenzia nell'ultimo biennio
difficoltà nel mantenere lo stock d'impiegati creato nella fase precedente, tant'è che gli occupati sono calati di 48 mila unità mentre, nello stesso periodo, nel centro-nord l'occupazione è aumentata di oltre mezzo milione.
Ma nonostante l'occupazione al sud sia in calo, accade che qui nel 2004 il numero delle persone in cerca di occupazione diminuisce di 107 mila unità, facendo abbassare il tasso di disoccupazione (dal 16,1 per cento al 15 per cento del 2004)''.
La spiegazione risiede in un diffuso senso di scoraggiamento che ha indotto soprattutto le fasce più deboli dell'offerta di lavoro, giovani e donne, a rifugiarsi nel sommerso o, ancora, a scegliere la strada dell'emigrazione verso il Centro Nord.
Altra nota dolentissima è l'andazzo negativo del turismo.
Nel Sud, secondo l'analisi della Fondazione, si registra appena un terzo delle presenze del Centro Nord, pari a 55 euro la spesa media pro-capite giornaliera per ogni turista. Nelle altre regioni è di 90 euro.
Scarsa l'occupazione delle strutture ricettive. L'area del Paese che pomposamente viene considerata la ''California d'Italia'' assorbe appena 1/3 delle presenze del Centro-Nord e quasi 1/4 degli arrivi.
Nonostante tutti i buoni propositi dei vari governi nazionali che si sono succeduti, infatti, il Sud resta inchiodato al poco più di 71 milioni di presenze a fronte dei 283 milioni del Centro-Nord e dei quasi 57 milioni del solo Veneto.
Inoltre, nel Centro-Nord, quasi la metà, sia delle presenze che degli arrivi, è composta da turisti stranieri, mentre nel Mezzogiorno tale quota è ferma ad appena 1/3.
Nonostante la felice esperienza della Vuitton Cup di Trapani, il Mezzogiorno resta ancora tagliato fuori dai grandi circuiti e dai grandi eventi, indubbio fattore di sviluppo territoriale. Ciò conferma il gap delle strutture sportive, presenti nell'area solo per il 20 per cento e le strutture ricettive mancanti o inadeguate.
I rilievi enunciati costituiscono il risultato del dossier presentato di recente a Palermo dalla "Fondazione Curella" nell'ambito del XXI Osservatorio Congiunturale, che ha visto riuniti imprenditori, economisti e politici per discutere della situazione economia del Sud Italia.
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30/11/2007
Bandalargando...
La tentazione è forte data la ripetitività quotidiana dell'azione.Ogni giorno la connessione in rete è simile ad un rito per me,come per tanti altri,per cui il ripetersi del gesto apre quotidianamente la ferita "banda laaaarga".
Sul punto,ahimoi, siamo in buona compagnia in Italia,come già evidenziato in qualche post fà.
Non è un mistero che gran parte del territorio italiano si trova ancora escluso dai collegamenti Broadband e milioni di persone non possono usufruire dell'ADSL. Un caso di digital divide che con il passare degli anni diventa sempre più grave. Il Web si basa sempre di più sulla condivisione di contenuti e sulle trasmissioni in streaming, senza una connessione Web abbastanza veloce non è praticamente possibile fruire di determinati servizi, si rimane letteralmente tagliati fuori.
"Repubblica", dal gennaio 2006, da voce ai "digitalmente diversi" di tutta Italia in un forum appositamente dedicato; sono ormai passati due anni e ancora vengono pubblicati interventi di cittadini esclusi dalla Broadband a causa di ritardi e scelte strategiche del gestore nazionale della Rete.
Se volete condividere questo "tarlo" eccovi il link

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25/11/2007
Provincia Ag parte civile contro cosa nostra
La Provincia di Agrigento si costituira' parte civile nel processo contro gli imputati di mafia arrestati nel corso dell'operazione Domino 2. Ventotto imputati, undici dei quali hano chiesto al gip del Tribunale di Palermo di essere giudicati con il rito abbreviato, tra cui i pentiti Maurizio e Beniamino Di Gati, Ignazio Gagliardo e Luigi Putrone.
L'udienza preliminare si concludera' presumibilmente il 3 dicembre.
Tutti sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa e omicidio.
"Si tratta di un provvedimento doveroso - ha precisato il presidente Fontana - non solo per la precisa posizione di quest'Amministrazione nei confronti dei terribili delitti che hanno insanguinato il nostro territorio, ma per il gravissimo danno di immagine che questi eventi hanno causato alla provincia di Agrigento e ai suoi cittadini. Il risarcimento che otterremo sara' il simbolo di una svolta, un ulteriore tassello a quel progressivo isolamento della criminalita' da parte di cittadini, imprenditori e istituzioni". "La mafia - conclude Fontana - e' un ostacolo, ed e' giunto il momento di presentare il conto ai criminali che hanno infangato la nostra terra e frenato il suo sviluppo". La notizia,in altri contesti, non sarebbe tale ma quì lo è.
I segnali di cambiamento continuano ad intravvedersi nello scenario rassegnato dell'agrigentino dopo la netta presa di posizione degli Industriali di Agrigento.
Ci fà sperare e ci rallegra questa notizia per il suo alto valor simbolico e,al contempo, ci fornisce l'occasione per ricordare che il Presidente Fontana è oriundo della Fulgentissima.
17:35 Scritto in DINTORNI | Link permanente | Commenti (3) | Manda
16/11/2007
A "criata"
Nella continua ricerca di nomi siculi non pu' in uso, mi sono ricordato di un termine che,ancora bambino, era in uso anche qui' a Naro: "a criata" riferendosi alla donna che svolgeva il lavoro di cameriera,diremmo oggi con modi piu' eufemistici. In realtà "a criata" era piu' di una cameriera. Badava a tutto, era come un vero e proprio "maggiordomo" in gonnella che si pigliava di tutta la casa e dei suoi occupanti. Il termine equivalente,piu' dispregiativo, era "a serva". La ricompensa,di solito, era costituita dal vitto,alloggio e -in alcuni casi- da un lascito testamentario o da un atto tra vivi di trasferimento di immobile.
Una figura tipica del sud che affonda le radici nella "creatura" abbandonata,ritrovata e messa a servizio vitalizio in un famiglia agiata del tempo.
Alla "criata" si inspira la vicenda narrata in una recente pubblicazione dall'omonimo titolo.
Una storia, ambientata in Sicilia, di una trovatella tredicenne, Antonia, che nella notte del 13 dicembre 1794 nel convento che la ospita assiste al misterioso assassinio di una monaca, e pertanto ne viene allontanata e data "in affitto" al violento massaro don Cola.
Esasperata, fuggirà con una compagnia di attori girovaghi per poi finire "creata", cioè serva, presso la nobile famiglia dei Roccaromana.
A partire dalla notte del delitto, però, Antonia è perseguitata da strani odori nei momenti di paura, odori che le provocano vomiti e capogiri.
Sono gli stessi odori che caratterizzano la fine di un'epoca: si sta ormai diffondendo in Sicilia il giacobinismo proveniente dalla Francia, la fede in una "repubblica che ci rende tutti uguali davanti agli uomini e non solo davanti a Dio". Sono le stesse idee che hanno conquistato la ribelle principessa Ignazia di Roccaromana, monacata a forza con il nome di madre Crocifissione di Dio, la quale attua un progetto insano: insegna a leggere e a scrivere alla sua serva Antonia sui testi degli illuministi. 
E la serva si aggira di notte nella biblioteca del palazzo dei Roccaromana per leggere di nascosto i libri giacobini.
La scoprirà il Principe Vincenzo, al quale la legherà un rapporto ambiguo di violenza e di amore, fino al travolgente epilogo. Lo sfondo storico è quello di una Sicilia che aspetta da Napoleone la liberazione e la trasformazione in Repubblica indipendente, e nel libro compare non a caso tra i personaggi la figura del grande poeta Domenico Tempio, cantore plebeo di quei tempi.
La storia della creata Antonia vi si impone come una metafora del desiderio di uguaglianza di tutti gli uomini.
La "creata", che ha commesso il "peccato di sognare", protagonista di una storia cupa e carnale, si riscatta in un finale pieno di speranza, l'unico traguardo possibile per la libertà di pensiero.
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13/11/2007
Che frana...!
La frana della vergogna.
Era il 19 luglio del 1966, quando migliaia di metri cubi di terra scivolarono sotto i piedi degli abitanti du alcuni quartieri di Agrigento. Centinaia i feriti, 1.200 le famiglie rimaste senza tetto.
La frana fu uno choc per questa città che negli anni Sessanta aprì e mai concluse il dibattito sulla questione urbanistica, considerato che a causare il cedimento era stato il sovraccarico edilizio.
8.500 immobili edificati in barba alle norme urbanistiche, paesaggistiche e ambientali.
All'epoca il ministro dei Lavori pubblici, Giacomo Mancini, alcuni mesi dopo dovette fronteggiare anche l'alluvione di Firenze. Dopo la celebre alluvione, corse ai ripari con un disegno di legge, la “legge Ponte” del 1967 con la quale si ponevano i primi limiti all'edificazione, cominciando a dare corpo agli strumenti urbanistici.
Dopo 40 anni dalla frana e decenni di attesa, la Legge Regionale nr. 19 del 2005, ha stanziato l’importo di sette milioni di euro per la corresponsione delle indennità in favore dei sinistrati della frana di Agrigento del 1966, quei cittadini che, nell’evento calamitoso, hanno perduto la loro casa.
La legge stabiliva che il Genio Civile avrebbe dovuto prendere in esame soltano le pratiche pervenute entro il mese di Marzo 2006. Il Genio Civile ha avviato le procedure nel 2006, con l’obiettivo di completare i lavori entro il 2007, consentendo così ai cittadini aventi diritto di percepire le indennità entro i limiti imposti dalla sopra citata Legge Regionale 19/2005.
Appena varato lo strumento legislativo che ha finanziato le indennità (L.R.19/2005), il Genio Civile di Agrigento, in sinergia con il Dipartimento Regionale Lavori Pubblici, ha messo in moto una macchina efficiente, garantendo una risposta concreta ed immediata ai cittadini che attendevano da troppo tempo, realizzando inoltre sostanziali economie. 
Per tali indennità la Legge Regionale 19/05 aveva stanziato una somma di sette milioni di euro, ma, attraverso la stima eseguita dal Genio Civile, sono state attribuite agli aventi diritto indennità per un ammontare complessivo di circa il 50% dei fondi stanziati da suddetta legge.
Non potranno percepire alcuna indennità tutti coloro che hanno presentato l’istanza fuori dai termini imposti dalla legge 19 e quindi dopo Marzo 2006, a meno che non venga approvata una nuova legge che riapra i termini.
A tal proposito, l’Assessore Regionale ai Lavori Pubblici, Agata Consoli,ha dichiarato che "il Governo valuterà l’ipotesi di riaprire i termini, assegnando una parte dei fondi residui (che ammontano circa a 3,5 milioni di euro) ai cittadini che, seppure abbiano diritto, in atto non percepiranno nessuna indennità perché hanno presentato l’istanza in ritardo".
A proposito di ritardo, non mi pare che la Regione sia da meno e la riapertura dei termini e' il minimo che possa fare per quelle persone che hanno avuto la pazienza di aspettare 40 anni. Un minimo di etica politica lo reclama!
04:50 Scritto in DINTORNI | Link permanente | Commenti (0) | Manda
12/11/2007
Fiction and reality
Saponara è un paesi








